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È il Papa o una rockstar stellare? 15 milioni di euro il costo del viaggio di Leone XIV in Spagna | il commento

Prevost otterrà, al pari delle grandi leadership politiche, finanziatori che sosterranno i vari momenti della visita perché le casse pubbliche di Madrid hanno ridotto al lumicino la propria disponibilità
È il Papa o una rockstar stellare? 15 milioni di euro il costo del viaggio di Leone XIV in Spagna | il commento
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È il Papa oppure una rockstar stellare? Strano ma vero, la prima cosa che conosciamo del viaggio apostolico in Spagna il prossimo 6 giugno è il costo della missione. Ben quindici milioni di euro, spiegano gli organizzatori, senza l’ombra di un imbarazzo, serviranno per avvicinare il Papa ai moltissimi fedeli, stringere tra le mani il Vangelo a Madrid, come a Barcellona e nelle isole Canarie dentro l’attesa e la speranza del domani.

Alzad la mirada è il titolo della settimana papale, in italiano Alza gli occhi, la frase dal Vangelo secondo Giovanni con la quale Prevost incontra la straordinaria e fervente chiesa ispanica, colonna cattolica intramontabile. Resta la domanda: perchè Yago de la Cierva e Fernando Giménez Barriocanal, chiamati a coordinare le tappe del tour, se così possiamo dire, hanno illustrato il costo addebitabile alle necessità del Papa, che sembrano comunque molto elevate. Nella conferenza stampa organizzata nella sede della Conferenza episcopale spagnola, i due organizzatori (manager?) hanno anche voluto indicare il valore, diciamo così, dell’impatto economico che il viaggio papale produrrà: cento milioni di euro.

Leone XIV, una figura minuta, colta, tranquilla e decisamente continente nell’esposizione personale, in Spagna otterrà, al pari delle grandi leadership politiche, finanziatori che sosterranno i vari momenti della visita perché le casse pubbliche di Madrid hanno ridotto al lumicino la propria disponibilità. Solo le amministrazioni di Tenerife e Gran Canaria, riferisce il comunicato, hanno finanziato le strutture legate alla presenza del Papa. Resta la domanda: servono tutti questi soldi? Magari sì, perché la portanza del trasferimento del Pontefice potrebbe essere misurata in dimensioni a noi sconosciute. Certo fa effetto che milioni di euro si spenderanno per pregare e condividere la preghiera, che poi è la missione istituzionale. E questo coefficiente di penetrazione delle finanze nella preghiera, essendo il Vaticano sempre molto geloso dei propri conti correnti, spinge a immaginare che dietro i soldi esista il contrasto sempreverde tra alte gerarchie magari spendaccione e il popolo della fede, spogliato di ogni bene.

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