Il mondo FQ

Giornata Zero Waste per ridurre lo scarto alimentare: si riparta dal basso contro questa deriva fallimentare

Visioni quali Zero Waste si propongono come strategie win-win nell'interesse strategico di gruppi umani mossi dalla "cura rigenerativa" per la natura
Giornata Zero Waste per ridurre lo scarto alimentare: si riparta dal basso contro questa deriva fallimentare
Icona dei commenti Commenti

Anche quest’anno il 30 marzo si celebra la Giornata Internazionale Zero Waste proclamata dalle Nazioni Unite che è dedicata alla riduzione dello scarto alimentare (l’anno scorso era stata dedicata al problema dello scarto tessile). Anche in Italia si svolgeranno iniziative in varie città piccole e grandi. A partire dal comune di Capannori dove si svolgerà un incontro dedicato al Progetto la Piana per il cibo che si sviluppa da anni nelle scuole della piana di Lucca, volto alla riduzione degli sprechi e a favorire l’educazione alimentare e le “filiere corte” (Progetto premiato dalla Fao).

Altre iniziative sono già previste dalla Calabria alla Lombardia. Passando per Roma dove in quei giorni (le celebrazioni si protrarranno fino all’8 aprile) verranno presentate le ragioni contenute nell’ultimo ricorso al Tar da parte di Forum Ambientalista, Zero Waste Italy e del Coordinamento dei comitati Roma Sud contro la sciagurata previsione di un enorme inceneritore nella capitale.

Nel contesto nazionale questa “celebrazione” avviene quasi all’indomani del risultato del Referendum Costituzionale che ha visto un grande afflusso alle urne ed un voto popolare che al di là dei partiti ha “sparigliato” equilibri politici che sembravano consolidati dimostrando un attaccamento istintivo alla Carta Costituzionale della grande maggioranza degli elettori. E’ come se fosse “saltato un tappo” e il “Genio sia uscito dalla bottiglia”.

Di questo Zero Waste Italia gioisce non solo per il risultato in sé, ma anche perchè in tutta franchezza questo governo si sta dimostrando una “barriera” alla transizione ecologica e al “green deal” aprioristicamente definiti “ideologici”. Certo, è vero, occorre quella energia che sembra essersi liberata grazie al voto degli italiani per continuare in modo tenace a perseguire l’obiettivo della Economia Circolare partendo dalla strategia Rifiuti Zero.

Infatti se ci guardiamo intorno a partire dal Medioriente ciò che riusciamo a scorgere è una politica aggressiva, guerrafondaia e “stupida” tesa allo “scontro per lo scontro” e avvelenata da una sorta di “istinto di morte”. Ma di fronte a questi scenari su cui nessun governo di qualsiasi parte dovrebbe allinearsi avallando “bulli” e “criminali di guerra”, c’è anche chi capisce che l’attuale è un “passaggio storico” in cui la parte previlegiata dell’umanità che ha favorito una “guerra contro la natura” (chiamata in modo eufemistico “modello occidentale”) affermando su scala planetaria il “modello economico lineare” (prendo, uso, butto) sta provocando una sorta di “guerra di tutti contro tutti” in cui non c’è nessun vincitore.

L’unica alternativa ragionevole a questo incubo è il paziente dialogo, richiamando le ragioni prime di questa deriva fallimentare: lo sfruttamento insensato delle risorse e dei cicli naturali che ha portato da un lato alla cosiddetta “scarsità delle materie prime” e dall’altro allo “sciocco” rilancio della corsa agli armamenti e al primordiale “istinto di sopraffazione”.

Al contrario, visioni quali Zero Waste si propongono quali strategie “Win-Win” spinte in primo luogo dal basso e nell’interesse strategico (di lungo respiro) di gruppi umani mossi dalla “cura rigenerativa” per la natura e per relazioni sociali fondate sulla reciprocità e sulla inclusione. Al contrario i “nazionalismi” portano sempre ai conflitti e a scenari in cui “tutti perdono”.

Allora il 30 marzo può essere un’occasione preziosa per ricordare a tutti che “senza la gente non si decide niente” e che come sempre è avvenuto negli ultimi anni sono i giovani i motori del cambiamento.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione