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Lukaku-Napoli, è braccio di ferro: ascesa e discesa di Big Rom. Ora rischia di finire fuori rosa

La questione sembrava una situazione destinata a risolversi, ma c'è di più: tutto nasce da valutazioni differenti rispetto alla gestione del percorso da intraprendere per il recupero totale
Lukaku-Napoli, è braccio di ferro: ascesa e discesa di Big Rom. Ora rischia di finire fuori rosa
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Ora il Napoli si ritrova con un caso che proprio non si aspettava di dover gestire. Per di più, causato da quello che si può considerare l’uomo di Antonio Conte per eccellenza. Tra Romelu Lukaku e il club la situazione è tesa. Molto più tesa rispetto a quanto ci si sarebbe potuto aspettare qualche giorno fa, quando l’attaccante belga aveva rinunciato alla sua nazionale per restare a casa e seguire una tabella di lavoro personalizzata. A casa, appunto, cioè in Belgio. Non a Castel Volturno. Sembrava comunque una situazione destinata a risolversi, con un chiarimento tra le parti partendo dalle buone intenzioni del giocatore, che vuole farsi trovare pronto per questa fase finale di campionato. E invece c’è molto di più.

Braccio di ferro

Il tutto nasce da valutazioni differenti rispetto alla gestione del percorso da intraprendere per il recupero totale dell’attaccante. Secondo il giocatore, sarebbe preferibile seguire un lavoro con uno staff direttamente selezionato da lui, uno staff di cui ha totale fiducia e grazie al quale è convinto di tornare a brillare anche (per lo meno in parte) già per la partita del prossimo fine settimana contro il Milan. Il Napoli, invece, preferirebbe avere più sotto controllo la situazione. Ci vuole equilibrio, questo è chiaro, e bisogna fare in modo che le tensioni non si inaspriscano ulteriormente. Perché a Lukaku è già stata preannunciata una multa per la mancata risposta alla convocazione della società, ma il rischio – concreto – è che se mercoledì prossimo non lo si vedrà in Campania, il giocatore possa finire fuori rosa.

Paradosso

E sarebbe un vero paradosso, soprattutto visto il rapporto che lo lega al suo allenatore. L’unico, probabilmente, che è riuscito a tirare da lui il meglio possibile. Lukaku, però, non è nuovo a queste situazioni. Era successo a Manchester, quando lo voleva proprio Conte all’Inter. Ed era capitato all’Inter (di Inzaghi), quando lo voleva il Chelsea. Per non dire ‘viceversa’ a distanza di poco meno di 24 mesi. E quando sembrava a un passo il suo riscatto dai blues in favore dei nerazzurri, di nuovo, la rottura: Lukaku che non risponde al telefono al ds Ausilio, che torna al Chelsea da fuori rosa e che aspetta una chiamata arrivata solo allo scadere dalla Roma.

L’arrivo a Napoli si è materializzato solo con quello contestuale di Conte, che su ‘Big Rom’ ha sempre voluto puntare. Ma ora che a Napoli c’è un Hojlund più giovane e con caratteristiche non così diverse, forse il belga sente la terra meno solida sotto i piedi e pensa già al futuro. Sono suggestioni di mercato, queste, ancora troppo premature, per quanto il suo futuro sia decisamente in discussione. Anche in vista di quanto accaduto.

Dal ritiro del Belgio, poi, ha parlato anche De Bruyne, suo capitano in nazionale e suo compagno a Napoli. “Non conosco bene la situazione” ha detto, “ma è sicuramente difficile. A Napoli però c’è sempre tanto rumore, tutto viene amplificato” ha chiuso. Come a dire che, forse, pure lo stesso KDB stia pensando che il caso Lukaku avrebbe potuto essere gestito in maniera diversa. La crepa per ora c’è. Se poi sarà rottura, lo dirà solo il tempo. A breve.

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