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Agguato al Rione Sanità a Napoli: due minori arrestati, c’è anche il fratello del killer di Giogiò Cutolo

I fatti risalgono al 18 gennaio scorso, quando i due giovani che viaggiavano a bordo dello scooter, giunti in Largo Totò, vennero raggiunti da 11 proiettili esplosi da due armi diverse
Agguato al Rione Sanità a Napoli: due minori arrestati, c’è anche il fratello del killer di Giogiò Cutolo
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Avevano teso un agguato a un motorino nel Rione Sanità, a Napoli. Al momento del passaggio dello scooter, alcuni giovani esplosero numerosi colpi d’arma da fuoco ferendo i due giovani che viaggiavano a bordo del mezzo. Sabato 28 febbraio sono scattati gli arresti per alcuni degli autori del tentato omicidio e tra loro figurerebbe anche il fratello minore, appena 15enne, del killer che uccise il 31 agosto 2023 a Napoli il giovane musicista Giovan Battista Cutolo.

I fatti risalgono al 18 gennaio scorso, quando i due giovani che viaggiavano a bordo dello scooter, giunti in Largo Totò, nel Rione Sanità, vennero raggiunti da 11 proiettili esplosi da due armi diverse. Le due vittime riportarono diverse ferite e furono condotti in ospedale: uno dei due riportò lesioni pneumotorace con ferita aperta nel torace e l’altro due ferite al braccio superiore sinistro. Gli investigatori ricostruirono la dinamica dell’agguato e il tragitto percorso dal motorino fino a quello che era sembrato essere a tutti gli effetti un agguato dalle modalità mafiose, il cui movente non è ancora stato chiarito.

Gli autori della sparatoria non erano stati identificati fino ad oggi quando due minorenni sono stati arrestati, in quanto coinvolti nell’imboscata e sono poi stati condotti in un Istituto di pena minorile, in attesa di interrogatorio di garanzia da parte del giudice per le indagini preliminari. Tra i due fermati risulta esserci anche il fratello 15enne di Luigi Baldi, l’uomo accusato dell’omicidio, il 31 agosto 2023, in Piazza Municipio del giovane musicista Giovan Battista Cutolo. Sulla vicenda è intervenuta proprio la madre di Cutolo, Daniela Di Maggio: “Mi sto battendo da 3 anni per chiedere una legge ad hoc, lo avevo detto anche al ministro Valditara – ha riferito all’Adnkronos Di Maggio- vanno monitorate tutte le mamme che hanno già altri figli in carcere, perché è alto il pericolo che possano crescere altri ragazzini delinquenti”.

Dall’omicidio del figlio, Daniela di Maggio combatte per l’istituzione del “reato di apologia di mafia, per tutti quei post che compaiono sui social e soprattutto su TikTok, contro ragazzini tra cocaina, pistole. Per questo voglio essere nominata Garante delle vittime, perché mamme come me sono vittime di famiglie che crescono figli in contesti criminali“. La madre di Giogiò conclude: “Adesso auspico che il giudice non lo metta a piede libero altrimenti avremo un nuovo Giogiò. Purtroppo questi ragazzi hanno la passione per le cose sbagliate e lo Stato non può intervenire. Anziché parlare del ponte sullo Stretto, – ha aggiunto Daniela Di Maggio – Salvini mi faccia parlare di questi temi, che scottano e sono prioritari. Di baby gang non si parlava più, almeno adesso ci sono il reato di stesa ed è stata tolta la messa alla prova per minori”.

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