Il mondo FQ

Nazionale, è il giorno della verità: con l’Irlanda del Nord, l’Italia dovrà fare l’Italia per superare la semifinale playoff

Gli azzurri sono superiori agli avversari, ma la forza si misura sul campo. Le possibili formazioni di quella che si presenta come una “partita proletaria”
Nazionale, è il giorno della verità: con l’Irlanda del Nord, l’Italia dovrà fare l’Italia per superare la semifinale playoff
Icona dei commenti Commenti

Siamo a questo: a un uomo di calcio come Rino Gattuso, campione del mondo in campo nel 2006, che dice “questa con l’Irlanda del Nord è la partita più importante della mia carriera”. Ovvio che il ct si riferisca al suo percorso non esaltante di allenatore, ma anche questo ci dà la dimensione del livello attuale della nostra nazionale: un tecnico che in panchina ha vinto solo una Coppa Italia con il Napoli e un gruppo di giocatori che non ha mai partecipato a un mondiale, anche per banali questioni anagrafiche. L’ultima volta fu in Brasile nel 2014, un vuoto che ha cancellato quasi due generazioni di calciatori, se consideriamo che il meglio passa tra i 20 e i 35 anni.

Stasera, a Bergamo, di fronte a un pubblico che indosserà 23mila sciarpe tricolori – i nordirlandesi avranno un seguito di 1.300 tifosi -, l’Italia dovrà fare l’Italia per superare questa semifinale playoff. Alla stessa ora, a Cardiff, andrà in scena Galles-Bosnia, la sfida che consegnerà il nome dell’eventuale avversario degli azzurri in finale. I rumors e i giornali specializzati indicano una formazione azzurra schierata con il modulo 3-5-2. La scelta del doppio attaccante ricadrebbe sulla coppia KeanRetegui. Eppure, secondo i dati più recenti, il bomber più in forma è Pio Esposito: perché non provare con lui?

A centrocampo, nucleo centrale composto da Barella, Locatelli e Tonali. Barella sta vivendo un momento in penombra e si discute il suo futuro all’Inter. Locatelli ha sbagliato un rigore importante contro il Sassuolo, ma viene da una stagione positiva. Tonali è una garanzia: l’unico dubbio riguarda la sua condizione fisica dopo l’allarme scattato la scorsa settimana. Sulle corsie esterne, Politano a destra e Dimarco a sinistra: sono i migliori nel ruolo, nulla da obiettare.

In difesa, siamo sul chi vive. Mancini sta facendo le montagne russe a Roma. Bastoni, dopo la simulazione contro la Juventus, è fischiato in tutti gli stadi e in nazionale non è mai stato convincente come nell’Inter. Calafiori ha acquisito esperienza e solidità con l’Arsenal. La Premier migliora i nostri calciatori: chiedere a Tonali. Donnarumma, portiere del Manchester City, è uno dei top al mondo. Dovesse finire ai rigori, abbiamo un’arma in più.

La logica suggerisce un calcio verticale e di passaggi bassi. Buttare cross nel mucchio esalterebbe uno dei pochi punti di forza di un avversario al 69° posto nel ranking Fifa: la prestanza atletica. L’Irlanda del Nord potrebbe giocare a specchio (3-5-2), o, in alternativa, puntare sul 5-4-1. Michael O’Neill affronta i playoff guardando al futuro e alle categorie. Punta sui giovani e preferisce giocatori di Championship a quelli di League One, la terza serie inglese: elementare Watson. In questa lunga vigilia, il ct della Green and White Army, che da febbraio guida anche il Blackburn in Championship, ha cercato di ributtare la palla della pressione dall’altra parte del campo: “L’Italia si gioca tutto e non può mancare il terzo mondiale di fila, noi viviamo questa partita senza stress. Sono fiero del mio gruppo. Non abbiamo paura. Mi pare che gli azzurri non abbiano più Totti e Del Piero”.

L’Italia, anche ridimensionata e reduce da due fallimenti mondiali, è superiore ai nordirlandesi, ma il calcio è un mistero buffo. Scrive la Gazzetta che sarà una “partita proletaria” ed è un’opinione condivisibile: bisogna sporcarsi le mani, lottare su ogni pallone, avere la rabbia di chi deve guadagnarsi la pagnotta. Il valore di mercato della rosa italiana è di 708,5 mln, per quanto possano contare queste quotazioni. Quella dell’Irlanda del Nord è di 100 mln. Tradotto, gli azzurri sono sette volte superiori agli avversari, ma sappiamo che non è così. La forza si misura sul campo, il resto sono chiacchiere.

Se andrà male, sul calcio italiano, già devastato da debiti e ritardi strutturali, con un settore arbitrale allo sfascio e i settori giovanili da rifondare, si abbatterà uno tsunami. Il presidente federale Gabriele Gravina ha già messo le mani avanti annunciando che resterà al suo posto “anche se poi dovrei fare le mie valutazioni”. In caso di flop, ci vorrà davvero una faccia tosta per incatenarsi a una poltrona. Gravina, Buffon e tutta la corte dei miracoli abbiano almeno la decenza di mostrare, in caso di catastrofe, un minimo di dignità.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione