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La guerra in Iran rischia di far saltare i Giochi del Mediterraneo a Taranto: il problema sono le navi per gli atleti

L'evento sportivo che è stato segnato dal caos organizzativo, ora invece viene messo in pericolo dal conflitto: si parla di spostarlo al 2027. Il porto è una delle principali basi navali del Paese
La guerra in Iran rischia di far saltare i Giochi del Mediterraneo a Taranto: il problema sono le navi per gli atleti
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La voce si rincorre da qualche giorno: davvero i Giochi del Mediterraneo rischiano nuovamente di saltare, o quantomeno essere rinviati? Stavolta però non c’entrerebbero i veti politici, ritardi, scontri istituzionali che a vario titolo hanno contrassegnato l’organizzazione e che ormai sembrano finalmente superati: adesso a mettere ancora in discussione la rassegna che dovrebbe svolgersi il prossimo agosto a Taranto è la guerra in Iran.

Il primo a lanciare l’allarme è stato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che ha esternato la sua preoccupazione nel corso dell’ultima giunta, sollevando ufficialmente la questione. Il Quotidiano di Puglia ha raccontato come negli scorsi giorni anche la Corte dei Conti, che effettua il controllo concomitante sull’evento (a garanzia degli stessi organizzatori, visto che il Comitato è un ente pubblico e ci sono corpose sovvenzioni statali), ha chiesto “se, alla luce degli ultimi accadimenti, sono state effettuate attente valutazioni in ordine ai profili di sicurezza” e “più in generale in merito ai possibili effetti sullo svolgimento dei Giochi”. Una lettera piuttosto irrituale (i giudici contabili di solito si occupano più di appalti che di scenari geopolitici), che però fa capire quanto la questione sia fondata.

La guerra in Iran è scoppiata in piena tregua olimpica, durante le Paralimpiadi di Milano-Cortina, senza avere praticamente alcuna ripercussione sull’evento (a parte il forfait dell’unico rappresentante iraniano). Per i Giochi del Mediterraneo, però, è diverso. Ci sono due fattori da tenere in considerazione. Il primo è che alla rassegna partecipano diversi Paesi geograficamente vicini all’area del conflitto, come Siria, Turchia, Cipro e soprattutto Libano, la cui presenza potrebbe essere tutt’altro che scontata. Ma il vero problema sono le navi. Come noto (è stato uno degli aspetti più delicati dell’organizzazione), le delegazioni saranno ospitate non nel classico villaggio ma su due grandi imbarcazioni da crociera attraccate nel porto di Taranto, che però è anche un luogo sensibile dal punto di vista militare: la concentrazione di un numero così alto di persone (quasi 5mila tra atleti, tecnici e dirigenti) potrebbe rappresentare un target pericoloso, oltre che rendere di fatto indisponibile per diverse settimane una delle principali basi navali del Paese, cosa che non è concepibile in periodo di guerra.

Insomma, il tema esiste e se il conflitto in Medioriente dovesse protrarsi a lungo potrebbe rappresentare un serio problema per i Giochi del Mediterraneo. A giocare a sfavore ci sono anche le tempistiche: la cerimonia inaugurale è in calendario venerdì 21 agosto, fra cinque mesi, per allora c’è la ragionevole speranza che la guerra sia finita. Gli organizzatori, però, si muovono su un orizzonte più ridotto: una rassegna così grande non si può certo rinviare all’ultimo momento, eventualmente la macchina va fermata molto prima, altrimenti si rischia di bruciare milioni di euro. Una decisione definitiva andrà presa non oltre aprile, quando la situazione potrebbe essere ancora in divenire. L’ultima parola spetterà al governo, che in accordo col Comitato internazionale (CIGM) dovrà valutare le condizioni e confermare, spostare al 2027 o addirittura cancellare (scenario questo più remoto) la manifestazione.

Certo, sarebbe un’autentica beffa a questo punto, dopo tutti i problemi che ci sono stati e che sono stati faticosamente superati. Qualcuno, in realtà, suggerisce che un rinvio non sarebbe nemmeno del tutto sgradito, perché concederebbe più margine per sistemare i dettagli. Ma questo forse può valere per la città di Taranto, meno per il Comitato organizzatore che si troverebbe a sostenere ulteriori spese e ha fatto i salti mortali per arrivare a questo punto. Il contratto sui famosi servizi tecnologici (su cui si è rischiato davvero l’annullamento) è stato firmato, i lavori principali sugli impianti procedono e saranno conclusi in tempo utile, anche le navi sono state trovate (la prima, l’altra è in arrivo). Per i Giochi del Mediterraneo a Taranto sembra davvero quasi tutto pronto. Ma adesso non dipende più solo da noi.

X: @lVendemiale

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