Il mondo FQ

La7

Ultimo aggiornamento: 10:05

Referendum, Conte contro Sallusti: “Prima di diffamare i magistrati, pensate a far dimettere Delmastro e Santanché”. Su La7

Dal "fetentone libico in carcere" alle risate di Sallusti: scontro infuocato tra il leader del M5s e l'ex direttore di Libero sul referendum
Icona dei commenti Commenti

Scontro rovente a DiMartedì, su La7, tra il leader del M5s, Giuseppe Conte, e il portavoce del Comitato Sì Riforma Alessandro Sallusti. Il confronto durissimo verte in primis sul referendum costituzionale sulla giustizia, in programma il 22 e il 23 marzo.
Conte commenta le dichiarazioni di Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi ha sostenuto che una vittoria del No al referendum porterebbe a maggiore impunità per immigrati illegali, stupratori, pedofili e spacciatori: ” In realtà, se sono in libertà alcune volte è per l’incapacità del governo“. Porta, quindi, come esempio il caso di Al-Masri, l’ex comandante libico accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale: “Ad Al-Masri, stupratore di bambini e condannato per 30 crimini a livello internazionale, hanno dato un salvacondotto. E non solo: con la norma Nordio-Meloni oggi devi convocare stupratori e spacciatori prima di arrestarli per un interrogatorio preventivo. Ovviamente scappano tutti”.
Sallusti replica: “Veramente il fetentone libico è in carcere nel suo paese”.
Conte ribatte: “Perché hanno più dignità loro“.
Sallusti insiste, mentre l’ex presidente del Consiglio sorride e gesticola: “La Libia ci ha detto: datelo a noi che è nostro, non mettiamo in carcere noi e quindi giustamente il governo Meloni lo ha mandato in Libia”

Il botta e risposta si infiamma quando Conte sposta il discorso sul piano politico-istituzionale. Accusa il governo di voler garantire “libertà di azione alla politica”, citando il libro di Nordio: “Questo significa che per loro il primato della politica è sottrarsi alle inchieste della magistratura. Invece io sostengo che il primato della politica vada rivendicato, ad esempio, assicurando alla Corte Penale Internazionale Al-Masri, condannando Trump per gli attacchi unilaterali in violazione del diritto internazionale sia in Iran, sia in Venezuela e così il genocidio a Gaza“.
Sallusti commenta: “Il genocidio a Gaza ci mancava questa sera e per fortuna è arrivato”.
Conte non molla: “Perché? Lo vogliamo trascurare? Per lei cos’è? Un accidente capitato casualmente della storia? È diritto internazionale! Quando c’è stato il caso vergognoso di Al-Masri, l’Italia si è rivelata un paese canaglia al pari della Mongolia e del Malawi. Perché noi abbiamo sottratto al mandato di arresto un criminale di guerra”.

Sallusti ride, scatenando la reazione indignata di Conte: “Ma di che cosa ride, Sallusti? Guardi che siamo stati deferiti all‘assemblea degli Stati alla Corte Penale Internazionale insieme a Malawi e Mongolia. Siamo ormai uno Stato canaglia. Inconsapevolmente ride Sallusti, non so perché”.
Il presidente del M5s ricorda che il governo Meloni ha attaccato il procuratore Lo Voi, definendolo “toga rossa”, per poi scoprire che era associato a una corrente moderata di destra.
L’ex direttore di Libero rilancia: “Si legga il libro ‘Sistema’ e scoprirà come il dottor Lo Voi è diventato procuratore di Palermo, poi ne riparliamo”.
Conte chiude l’affondo: “Non diffami la magistratura. Prima di preoccuparsi di diffamare i procuratori e i magistrati, fate dimettere Delmastro e Santanché, è la politica che deve assumersi le sue responsabilità”.
Sallusti ribadisce: “Allora, io gli ho suggerito di leggere un libro, lei è libero di non farlo”.
Il conduttore Giovanni Floris interviene ridendo: “Vabbè, ma è il tuo libro”.

Preferirei di NO

A cura di Paolo Frosina
Ogni martedì, fino al referendum, la newsletter del Fatto racconta le ragioni del NO.
Iscriviti alla newsletter
Preferirei di NO

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione