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Niente da fare per Musetti: l’azzurro ha annunciato il ritiro a Miami. Un altro problema dopo quello agli Australian Open

Il 24enne carrarino ha accusato un fastidio al braccio in allenamento e ha preferito non rischiare: il focus è ora sulla stagione su terra rossa
Niente da fare per Musetti: l’azzurro ha annunciato il ritiro a Miami. Un altro problema dopo quello agli Australian Open
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Poteva essere il torneo del riscatto dopo un inizio di 2026 che ha regalato gioie e dolori. Invece no: Lorenzo Musetti non giocherà al Masters 1000 di Miami per un problema al braccio accusato in allenamento. “Non ho particolari aspettative, voglio solo stare bene“, aveva dichiarato il carrarino in conferenza stampa. A distanza di 24 ore l’annuncio del forfait sul cemento americano. Il 2026 del 24enne italiano si è fermato lì, ai quarti di finale all’Australian Open. Stava giocando il miglior tennis della sua carriera e stava dominando contro Novak Djokovic, prima che un infortunio lo costringesse ad alzare bandiera bianca ad un passo dalla semifinale, quando era avanti due set a zero. Djokovic avrebbe poi battuto Jannik Sinner, scrivendo un’altra storia. Quella di Musetti si è interrotta sul più bello, quando il carrarino sembrava pronto perfino a sfidare il duopolio di Sinner e Carlos Alcaraz.

Sono passati appena due mesi, nemmeno. Ma riannodare il filo è complicato, specialmente se di mezzo c’è un infortunio. Musetti è ancora il numero 5 al mondo, ma ha giocato una sola partita, quando è rientrato alle competizioni la settimana scorsa in quel di Indian Wells, perdendo però all’esordio. Ora sentiva maggior fiducia, era pronto a tornare, ma un problema al braccio in allenamento lo ha convinto a non rischiare.

A Miami l’obiettivo di Musetti era quello di ritrovare condizione e feeling. A breve però ci sarà la stagione sulla terra rossa, prioritaria per il carrarino, che su quella superficie si esprime al meglio: il mirino è puntato su Montecarlo (dal 4 al 12 aprile), dove un anno fa perse in finale contro Alcaraz. Fu l’inizio di quel percorso che lo ha portato ad avvicinarsi al trono del tennis, prima del ko a Melbourne. “In Australia stavo giocando il mio miglior tennis, ed è un peccato che sia andata così. Ero entrato in una specie di ‘flow’ – ha raccontato il toscano – in cui senti di poter fare qualsiasi cosa e la palla resta in campo”.

Il punto è riuscire a tornare a quel livello. È una questione fisica, certo, ma pure mentale: “Ci ho messo del tempo per recuperare dall’infortunio e non è stato facile, e non è facile ritrovare quel tipo di sensazioni“. E per tornare a quel livello è opportuno fermarsi quando il corpo lo chiede. Ragionare, decidere con intelligenza. Ecco perché forzare secondo Musetti non avrebbe avuto senso: meglio fermarsi, tornare a Monaco e prepararsi alla terra rossa.

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