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La Coppa d’Africa non è ancora finita. Il Senegal annuncia controricorso: “Una farsa, eseguito un ordine”. Cosa può succedere ora

Nella serata del 17 marzo la Caf ha assegnato la vittoria a tavolino al Marocco. La partita continua in tribunale: il TAS potrebbe rigettare la sentenza e ridare il titolo a Koulibaly e compagni
La Coppa d’Africa non è ancora finita. Il Senegal annuncia controricorso: “Una farsa, eseguito un ordine”. Cosa può succedere ora
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Il Senegal abbandona il campo dopo un rigore assegnato al Marocco all’ultimo secondo, 23 minuti di recupero nei tempi regolamentari, tempo totale di quasi tre ore, poi il ribaltonea tavolino dopo due mesi. E no, la finale di Coppa d’Africa 2025 non è ancora finita. Perché dopo la vittoria a tavolino del Marocco – comunicata dalla Caf ieri sera, che ha accolto il reclamo della nazionale marocchina – il Senegal ha dichiarato che presenterà ricorso contro la decisione della Commissione d’appello della Confederazione africana. Ad annunciarlo è stato Abdoulaye Seydou Sow, segretario generale della Federcalcio senegalese: “Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte”, ha detto Sow all’emittente pubblica Radiodiffusion Télévision Sénégalaise, definendo la sentenza una “vergogna per l’Africa“. “Questa decisione è una farsa che non poggia su alcuna base giuridica. Abbiamo avuto l’impressione che la commissione non fosse lì per applicare la legge, ma per eseguire un ordine“, ha aggiunto il segretario generale della Federcalcio senegalese.

Una delle vie possibili per presentare ricorso – che è anche quella che il Senegal percorrerà – è il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas), un organismo indipendente con sede a Losanna, in Svizzera, che risolve le controversie sportive attraverso l’arbitrato o la mediazione. Questa via richiede però in genere circa un anno per giungere a un verdetto, molto tempo dopo che entrambe le squadre avranno disputato i Mondiali del 2026, ospitati congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico. E proprio il Tas potrebbe rigettare la sentenza della Caf e riconsegnare la coppa al Senegal. Insomma, una questione tutt’altro che finita.

Intanto anche qualche calciatore del Senegal si è esposto sui social dopo la decisione della Confederazione africana. Tra questi, il difensore Moussa Niakhaté, che ha pubblicato su Instagram una foto con in mano il trofeo, accompagnata dal messaggio: “Venite a prenderlo! Sono pazzi!“. In un post simile, il terzino sinistro El Hadj Malick Diouf ha aggiunto: “Non è quello che mi aspettavo… questa cosa non porta da nessuna parte“. La Caf ha citato l’articolo 82 del regolamento del torneo per giustificare il verdetto applicato in appello e non in prima istanza. L’articolo recita: “Se, per qualsiasi motivo, una squadra si ritira dalla competizione o non si presenta a una partita, o rifiuta di giocare o lascia il campo prima della fine regolare della partita senza l’autorizzazione dell’arbitro, sarà considerata perdente e sarà eliminata definitivamente dalla competizione in corso”.

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