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Ok al decreto con misure a tempo contro il caro carburanti prima del referendum. Meloni va al Tg1: “Accise tagliate di 25 cent al litro”

La norma assorbe e sostituisce il rafforzamento della social card con una dote da 130 milioni di euro previsto dalle bozze circolate nel pomeriggio, che avrebbe riguardato solo i redditi bassi. Salvini: "Un sostanzioso aiuto, ovviamente a tempo"
Ok al decreto con misure a tempo contro il caro carburanti prima del referendum. Meloni va al Tg1: “Accise tagliate di 25 cent al litro”
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Fino a mercoledì mattina l’ipotesi data per più probabile era quella che il governo rinviasse a dopo il referendum sulla giustizia di domenica e lunedì i provvedimenti per il contrasto al caro energia scatenato ormai quasi tre settimane fa dall’attacco di Israele e Usa all’Iran. Nel pomeriggio però, dopo un incontro tra la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, è arrivata invece la decisione di stringere i tempi. Il cdm convocato alle 19 ha approvato un decreto legge con Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali. Meloni, intervistata dal Tg1 sul referendum, ha poi annunciato un taglio delle accise di “25 centesimi al litro” sui carburanti: un intervento a tempo, che durerà 20 giorni.

“Siamo intervenuti con 3 misure – ha detto la premier -. Di fatto noi tagliamo 25 centesimi al litro, introduciamo un credito d’imposta per gli autotrasportatori, perché non vogliamo che l’aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo, e diamo vita a un meccanismo antispeculazione che di fatto lega il prezzo del carburante all’andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi”.

La norma sulle accise assorbe e sostituisce il rafforzamento della social card con una dote da 130 milioni di euro previsto dalle bozze circolate nel pomeriggio, che avrebbe riguardato solo i redditi bassi. Da capire se viene attivato il meccanismo delle accise mobili, a cui Meloni aveva aperto dieci giorni fa prima di rendersi conto che l’effetto finale sulle tasche dei consumatori sarebbe stato limitato a pochi centesimi di euro al litro.

Agli autotrasportatori stando alle bozze sarà invece riconosciuto un credito d’imposta al 28% sull’acquisto di gasolio per un totale di 608 milioni di euro.

La misura contro le speculazioni è tutta di facciata: il Garante per la sorveglianza dei prezzi dovrà attivare un “controllo dei fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento dei carburanti” e se emergerà un “anomalo e repentino incremento dei prezzi” comunicherà alla Guardia di Finanza i nomi dei distributori e delle compagnie petrolifere da controllare. I risultati verranno “immediatamente trasmessi al Garante” per l’applicazione delle disposizioni già previste: il garante potrà cioè informare il Governo per “l’adozione di adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna”. Gli esiti saranno passati anche all‘Antitrust “per l’eventuale avvio dei procedimenti sanzionatori di competenza previsti dalle vigenti disposizioni”. Nel caso ci siano i presupposti, ovviamente, il Garante trasmetterà tutto all’Autorità giudiziaria “al fine di verificare la sussistenza del reato di ‘manovre speculative su merci'”.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ostentato soddisfazione: “Pochi minuti fa il consiglio dei ministri ha approvato il decreto carburanti che prevede un sostanzioso taglio delle accise che si trasformerà in una riduzione del prezzo di diesel e benzina”, ha detto parlando a Rete4. “Un sostanzioso aiuto, ovviamente a tempo. Dalle prossime ore gli italiani pagheranno di meno rispetto a tedeschi, francesi e spagnoli”. Nel pomeriggio aveva parlato di “diverse centinaia di milioni di euro per un intervento sperimentale di un mese e la riduzione non sarà di pochi centesimi: l’obiettivo è tornare sotto i due euro al litro, possibilmente sotto 1,90“.

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