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Famiglia nel bosco, a causa dei tre ispettori di Nordio rinviate le udienze al Tribunale per i minorenni dell’Aquila

Alle 9.30 tre ispettori, due uomini e una donna, si sono presentati per esaminare gli atti relativi al caso.
Famiglia nel bosco, a causa dei tre ispettori di Nordio rinviate le udienze al Tribunale per i minorenni dell’Aquila
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Tutte le udienze previste al Tribunale per i minorenni dell’Aquila sono state rinviate. Ecco le conseguenze dell’ispezione – preannunciata dalla premier Giorgia Meloni – e disposta il giorno dopo dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sul caso della famiglia del bosco. Alle 9.30 tre ispettori, due uomini e una donna, si sono presentati per esaminare gli atti relativi al caso. Rappresentanti di numerose testate giornalistiche li attendono nei pressi dell’uscita laterale del tribunale. La vicenda dei tre bimbi, che vivevano in una casupola senza servizi igienici, acqua ed energia, collocati in una casa famiglia, è da alcuni mesi al centro dell’attenzione mediatica e – a fini referendari – del governo.

Vale la pena ricordare che la coppia dal 2021 viveva con tre figli piccoli in un casolare isolato a Palmoli. I fratellini non frequentavano la scuola (i genitori sostenevano l’educazione parentale), non avevano assistenza pediatrica, né completato il ciclo di vaccinazioni e non parlavano italiano. Nel settembre 2024 la famiglia si era intossicata con funghi raccolti dal padre ed è stata soccorsa casualmente da un vicino. In ospedale i genitori avevano rifiutato alcune cure per i figli che rifiutavano il sondino nasogastrico, episodio che aveva fatto partire le segnalazioni alle autorità.

Carabinieri e servizi sociali, dopo i primi accertamenti, avevano rilevato una situazione di forte trascuratezza e i servizi sociali avevano proposto diversi percorsi di supporto, tra cui ristrutturare la casa, garantire cure mediche e inserire i bambini in un percorso educativo per permettergli di imparare a leggere e scrivere. Nel corso del tempo sono state offerte alla famiglia diverse soluzioni abitative gratuite e aiuti concreti per migliorare le condizioni di vita, ma le proposte sono state rifiutate. Nel novembre 2025 il tribunale ha quindi sospeso la responsabilità genitoriale e collocato i bambini in una casa famiglia insieme alla madre.

Successivamente, secondo quanto riportato dagli operatori della struttura, il comportamento della donna sarebbe stato conflittuale, ostile (con pretese su orari e la vita nella casa) e avrebbe generato tensioni anche tra i bambini e il personale educativo. Per questo motivo il tribunale ha deciso di separare la madre dai figli. L’ipotesi più accreditata, al momento, è che i figli possano essere affidati al padre, che ha dimostrato una minore rigidità e maggiore collaborazione verso gli esperti che si occupano del benessere dei bambini. Uno dei quali, al momento dell’ingresso nella casa famiglia di Vasto, presentava una bronchite non curata.

La vicenda ha provocato una nuova ondata di tensioni e attacchi sui social contro la presidente del tribunale, Cecilia Angrisano, già in passato bersaglio di minacce. Per questo motivo è stata rafforzata la vigilanza nei suoi confronti. In una nota congiunta, Angrisano e il procuratore minorile David Mancini sono stati costretti a ribadire che “ogni iniziativa giudiziaria è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”, condannando al tempo stesso i “toni aggressivi e non continenti” apparsi sui social.

Sul caso si è innestata anche la polemica politica: dall’intervento della premier a fini referendari alla proposta di legge avanzata da Matteo Salvini, fino all’invito del presidente del Senato Ignazio La Russa ai due genitori a Palazzo Madama. A contribuire alla crescente esposizione mediatica della vicenda anche l’annunciata visita della tiktoker Rita De Crescenzo, già nota per il “caso Roccaraso”. Intanto, con l’arrivo degli ispettori ministeriali, il caso entra in una fase ancora più delicata. Una nuova casa è stata messa a disposizione dal Comune di Palmoni ed è stata visitata e approvata dal papà dei bimbi.

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