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Ultimo aggiornamento: 18:06

Referendum, il dialogo con Landini, Pagliarulo e Gomez. “Da quella dei Conti alla Europea, il governo non sopporta qualsiasi corte. Ecco perché votare no”. Rivedi l’incontro

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“Per noi la Costituzione del nostro Paese va realizzata, non va assolutamente né stravolta né modificata“. Così Maurizio Landini ha dato il via a un dialogo con il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, moderato dal direttore del Fattoquotidiano.it, Peter Gomez, in occasione della giornata di confronto pubblico organizzata a Milano dal Comitato per il No al Referendum sulla Giustizia.

Facendo gli esempi dell’autonomia differenziata e del premierato, Landini sottolinea ancora: “Dire oggi che è in gioco la Costituzione è un elemento di fondo”. Una battaglia, quella della Cgil, per salvaguardare la Costituzione che prescinde dal colore politico del governo in carica, specifica ancora il sindacalista: “Noi coerentemente, abbiamo sempre avuto questa posizione. Per noi la Costituzione non è di destra e di sinistra. La Costituzione viene prima delle forze politiche ed è l’elemento centrale su cui si fonda la nostra democrazia”.

“Una parte importante della propaganda del sì si basa sul fatto – interviene Gomez – in parte a torto ma in parte a ragione, che l’organo di autogoverno della magistratura nella parte che riguarda le punizioni che vengono date ai magistrati non è efficiente. Ma c’è una cosa che nessuno nota mai: l’esercizio dell’azione contro i magistrati al CSM può partire o dal Procuratore generale o dal ministro della Giustizia. E il Ministro della Giustizia che dice che bisogna cambiare le regole perché i magistrati non intervengono su loro stessi interviene pochissimo e interviene ancora meno quando ci sono le sentenze tra virgolette di assoluzione. Perché pensate che nell’ultima legislatura Nordio solo in sei casi si è appellato contro una decisione del CSM. Questo dimostra appunto quello che dicevamo prima: quanto sarebbe importante attuare bene le regole che ci abbia già abbiamo e la Costituzione piuttosto che riscriverle per lasciarle un’altra volta, ci scommetterei, inattuate”.

“Perché l’ANPI è impegnata in questa campagna? – risponde invece Pagliarulo – Perché il suo Statuto nell’articolo due prescrive che una delle missioni dell’ANPI, oggi la più importante, è quella della difesa e dell’attuazione della Costituzione. E noi siamo molto preoccupati che il meccanismo della separazione, non tanto delle carriere quanto del Consiglio Superiore della Magistratura e la nascita dell’Alta Corte, porti a una situazione di elusione progressiva del controllo di legalità da parte della magistratura nei confronti del Governo”. Citando alcune frasi di Nordio e Meloni, il presidente Anpi riflette: “Il punto è se se dobbiamo o meno rassegnarci a una elusione del controllo di legalità oppure se dobbiamo contrastarlo”. “Ora io però colgo un aspetto che mi ha colpito di tutta questa vicenda. C’è questa polemica del Governo nei confronti della magistratura italiana. Prendiamone atto. Però c’è anche una polemica contro la Corte dei conti, perché la Corte dei conti recentemente aveva avuto qualcosa da dire a proposito dei bilanci sul ponte dello Stretto. Infatti, il Governo ha promosso una riforma che sostanzialmente aumenta la possibilità di controllo del Governo nei confronti della magistratura contabile. Ci fermiamo qua? No, non è così perché se andiamo avanti ci accorgiamo che ci sono state delle polemiche pesantissime in merito alla vicenda di Al-Masri, e giù polemiche contro la Corte penale internazionale. Quello che voglio dire è che in realtà questo Governo non sopporta l’ingerenza di qualsiasi corte– osserva ancora Pagliarulo – Penso per esempio alla Corte europea di Giustizia, oltre alla Corte penale internazionale in merito alla vicenda dei centri per migranti in in Albania”. “Questo Governo rappresenta un po’ meno del 23% degli aventi diritto – conclude Pagliarulo – E mi chiedo, che senso ha dal punto di vista di un di una democrazia sostanziale che un Governo formalmente di maggioranza ma sostanzialmente di minoranza manometta la Costituzione al punto di cambiarne sette articoli. Noi invitiamo a votare in un certo modo ma siccome siamo persone educate ed eleganti, invitiamo a votare no, grazie”

Rivedi l’incontro integrale

La diretta dell’evento si è momentaneamente interrotta, manca quindi una parte dell’intervento del leader della Cgil Maurizio Landini

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A cura di Paolo Frosina
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