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“Avevo intenzione di intervistare Diogo Jota, ma è morto, accidenti”: bufera sul direttore di El Heraldo Deportes

Il giornalista messicano Edgar Valero ha scritto che il Portogallo potrebbe convocare l'ex attaccante del Liverpool, morto a luglio in un incidente stradale. Poi, invece di scusarsi, ha risposto con una battuta macabra
“Avevo intenzione di intervistare Diogo Jota, ma è morto, accidenti”: bufera sul direttore di El Heraldo Deportes
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“Avevo intenzione di intervistare Diogo Jota, ma è morto, accidenti!”. Ha indignato tutto il mondo del calcio la battuta macabra scritta su X da Edgar Valero, giornalista messicano e direttore dello sport del Heraldo Media Group in Messico. E pensare che il post in teoria doveva servire a scusarsi per un errore inquietante apparso in un suo articolo sull’amichevole tra Messico e Portogallo prevista per il prossimo 29 marzo. Nell’articolo in questione, uscito su El Heraldo Deportes di lunedì 9 marzo, Valero aveva scritto: “Martínez sfrutterà l’assenza di Ronaldo per testare Gonçalo Ramos e valutare il ritorno di Diogo Jota“. L’ex attaccante del Liverpool e della nazionale portoghese, come tutti sanno, è purtroppo deceduto a luglio 2025 in un terribile incidente stradale in cui è morto anche il fratello.

L’errore è gravissimo, imperdonabile. Infatti in breve tempo ha scatenato le critiche di tutti gli appassionati in Messico, Portogallo e Inghilterra. Valero però ha reagito con una risposta scomposta, in cui oltre alla già citata battuta macabra ha anche scritto: “Vabbè… la prossima volta mi assicurerò che il tizio in questione sia ancora vivo“. Una leggerezza e una superficialità imperdonabili, che ovviamente hanno provocato una nuova ondata di critiche.

A quel punto, il giornalista messicano ha provato a rimediare con un lungo post in cui ha tentato di giustificare il suo errore: “Okay, spieghiamo chiaramente cosa è successo. È un grave errore, lo ammetto. Mi sono reso conto a malapena di quello che avevo scritto. E tra l’altro, so, naturalmente, che Jota è purtroppo scomparso. Mentre scrivevo l’articolo, ho pensato a Rafael Leao“, ha scritto. La sua spiegazione però è quasi incomprensibile: “Ma mi è venuto in mente il nome di Jota e, rileggendo l’articolo, mi sono accorto del mio errore. L’ho corretto, ma alcuni maniaci del computer hanno salvato la versione che avevo inviato circa 25 minuti prima. Riconosco il mio errore e mi scuso con chiunque si sia sentito offeso. Non c’è molto altro da aggiungere”. Sì, invece: Diogo Jota non meritava questo trattamento.

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