Mondiali, caso Iraq: aeroporti chiusi e visti bloccati, non può partire per gli spareggi. La Fifa propone il viaggio in bus
Più di metà della rosa è bloccata a Baghdad. Parte dello staff non ha ancora ricevuto i visti per volare in Messico. E così l’Iraq ha presentato una richiesta formale alla FIFA per il rinvio del playoff a Monterrey – contro la vincente tra Bolivia e Suriname del 31 marzo – valido per la qualificazione ai prossimi Mondiali. “Abbiamo bisogno della nostra squadra migliore disponibile per la partita più importante del Paese degli ultimi 40 anni”. Rimasto bloccato a Dubai, il ct Graham James Arnold propone una linea alternativa: “Una settimana prima dei Mondiali giochiamo contro il vincitore del primo spareggio negli Stati Uniti: chi si qualifica resta lì, il perdente torna a casa. A mio avviso, questo darebbe anche alla FIFA più tempo per decidere cosa fare con l’Iran”. La guerra in Medio Oriente complica la logistica, ma la federazione irachena non vuole mancare allo storico appuntamento: “Il presidente Adnan Dirjal sta lavorando senza sosta per pianificare e prepararsi a realizzare il sogno di tutti in Iraq, quindi abbiamo bisogno che questa decisione venga presa rapidamente. Con l’aeroporto chiuso, stiamo lavorando duramente per cercare di trovare un’altra alternativa”. Con la chiusura dello spazio aereo fino (almeno) al mese di aprile – come comunicato dal Ministero dei trasporti iracheno – e delle ambasciate per poter richiedere il visto, la gestione della trasferta è praticamente impossibile.
In pullman per raggiungere Istanbul: l’Iraq boccia la proposta della FIFA
Eppure la FIFA aveva proposto all’Iraq un piano B: raggiungere Istanbul via terra con un viaggio in pullman di 25 ore. Una proposta respinta e scartata dalla nazionale irachena per motivi di sicurezza perché “non permetteremo ai giocatori di viaggiare su strada mentre il conflitto è in corso”. Oltre ad avere metà dei giocatori bloccati nella capitale, secondo il Guardian molti di loro (staff compreso) non hanno ancora ricevuto il permesso di viaggiare negli Stati Uniti direzione Houston, per prendere parte al ritiro di allenamento programmato nei mesi precedenti al conflitto.
Perché l’Iraq potrebbe partecipare ai Mondiali senza passare dagli spareggi
L’Iraq aspetta dunque notizie dalla FIFA per un possibile spostamento dello spareggio. Ma anche per un’eventuale esclusione dell’Iran dalla competizione. In caso di ritiro degli iraniani per la guerra in atto, infatti, la nazionale irachena è considerata la candidata più probabile a sostituirla perché detiene il punteggio più alto secondo quelli che sono i criteri previsti dal torneo di qualificazione della Confederazione calcistica asiatica.
La prima (e unica) partecipazione dell’Iraq ai Mondiali
Quella di quest’anno potrebbe essere la seconda partecipazione dell’Iraq a un Mondiale. L’ultima risale all’edizione del 1986 che venne disputata proprio in Messico. Ora, in caso di passaggio del turno e di successiva qualificazione alla Coppa del Mondo, la vincente del playoff verrà inserita nel girone I con Norvegia, Francia e Senegal. “Il popolo iracheno è pazzesco, è davvero appassionato di calcio. Il fatto che non si qualifichino da 40 anni è probabilmente il motivo principale per cui ho accettato questo incarico”. Il ct Arnold esorta alla soluzione immediata. La risposta della FIFA è prevista entro questo fine settimana.