Il mondo FQ

Famiglia nel bosco, il presidente del tribunale dei Minori di Genova: “Meloni attacca i giudici ma contraddice il decreto Caivano che ha fatto lei”

Domenico Pellegrini: "Da un lato la premier critica i magistrati accusandoli di intromettersi nelle scelte della famiglia, dall'altro era stato il governo a introdurre pene fino a due anni di carcere per chi non manda i figli a scuola"
Famiglia nel bosco, il presidente del tribunale dei Minori di Genova: “Meloni attacca i giudici ma contraddice il decreto Caivano che ha fatto lei”
Icona dei commenti Commenti

“Le dichiarazioni della Meloni sulla famiglia nel bosco sono contraddittorie. È assurdo che da un lato si dica che i giudici non devono intromettersi nelle scelte familiari, mentre dall’altro il governo, appena pochi mesi fa, aveva aumentato le pene proprio per quei genitori accusati di non aver mandato i figli a scuola”.

Domenico Pellegrini, presidente del tribunale dei Minori di Genova. Ha sentito le dichiarazioni della premier, che in televisione ha cavalcato il caso della famiglia nel bosco per attaccare la magistratura, colpevole a suo dire di aver tolto in modo ingiusto i figli alla famiglia Trevaillon: “È un discorso che parla alla pancia di una parte del suo elettorato, usato in chiave referendaria. Ma è in totale contraddizione con quanto deciso dal governo stesso nel decreto Caivano”.

La necessità comunicativa, allora, era un’altra: non quella di attaccare i giudici, ma di lanciare il segnale della tolleranza zero. È in questo contesto la desta di governo fa propria la bandiera di una lette che punisce i genitori che non mandano i figli a scuola: “Fino ad allora era una contravvenzione, per cui non veniva condannato mai nessuno, perché era un illecito che si prescriveva sempre – ricorda Pellegrini – La norma trasforma quella condotta in delitto e la pena viene portata a due anni. Il messaggio che passa è che quel comportamento è grave e perciò va punito severamente”.

Nel caso della casa del bosco non si parla di un procedimento penale. I bimbi sono stati mandati in comunità su decisione del tribunale dei Minori, che ha valutato una situazione generale molto complessa, che comprende anche altre negligenze, oltre alla mancanza di un’istruzione adeguata: “In casi simili il tribunale fa una valutazione più complessiva – spiega ancora Pellegrini – Certo è che a sottolineare l’importanza di quell’aspetto in particolare, la mancata frequenza scolastica, è stato proprio il governo con quella legge. La dispersione scolastica andrebbe affrontata in altro modo, compiendo un censimento e poi cercando di capire quali sono i problemi e le esigenze delle famiglie”.

Sulle frasi di Giorgia Meloni è intervenuto anche il senatore del Movimento Cinquestelle Marco Croatti: “Sulla famiglia nel bosco si consuma uno dei cortocircuiti più clamorosi di Giorgia Meloni: lei ha firmato nel decreto Caivano la perdita della potestà genitoriale e anche pene fino a due anni di carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola. Ora che un giudice applica questo principio con la famiglia Trevaillon, a cui viene contestata tra le tante cose anche la violazione dell’obbligo scolastico, Meloni infuriata se la prende con la magistratura. Che si sia rimangiata tutto ciò che diceva dall’opposizione o che aveva nel programma elettorale è un conto, ma ora è capace di rimangiarsi anche i provvedimenti da lei voluti e sottoscritti pur di attaccare i giudici in vista del referendum”.

Preferirei di NO

A cura di Paolo Frosina
Ogni martedì, fino al referendum, la newsletter del Fatto racconta le ragioni del NO.
Iscriviti alla newsletter
Preferirei di NO

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione