Vetro nel latte, l’avvocata contesta l’iter dell’inchiesta: “Chieste verifiche sul trasferimento e sull’archiviazione”
“Mai viste così tante anomalie in un procedimento, ho la netta sensazione che questa vicenda si voglia chiudere in maniera frettolosa e che non vi sia la seria volontà di approfondire fatti che solo per un puro caso non si sono trasformati in tragedia”. L’avvocata Enza Forte del foro di Ragusa è determinata nel continuare la battaglia legale contro Parmalat spa denunciata da due suoi assistiti che hanno trovato tre pezzi di vetro all’interno di una bottiglia di latte Zymil.
Nel luglio del 2025 Laura Allegria aprì una bottiglia di latte comprata dal figlio Filippo e, dopo aver iniziato a bere, si è ritrovata un pezzo di vetro in bocca. Con lei, in quel momento, c’era anche il figlio che ha raccontato di aver poi svuotato la bottiglia rinvenendo altri due pezzi di vetro. I due si sono così affidati all’avvocato Forte che, per conto dei suoi assistiti, ha depositato denuncia alla Procura di Ragusa. “Da quel momento in poi- racconta l’avvocata – questo procedimento sembra essere finito in un limbo, nonostante reiterate istanze formali non siamo mai riusciti ad avere risposte sullo stato dello stesso. Solo dopo diversi tentativi – continua il legale che opera per conto dello studio Lipera di Catania – mi è stato comunicato che il procedimento era stato trasferito dalla procura di Ragusa a quella di Parma il 16 settembre del 2025″.
Il racconto della legale prosegue con le poche informazioni ottenute: “Il 12 febbraio ricevo una pec da parte del Tribunale di Ragusa con la quale mi viene comunicato che il fascicolo originale si trova presso la Procura di Parma e che, pertanto, non mi può essere fornita una copia. Per oltre cinque mesi – spiega ancora la legale – ho brancolato nel buio non potendo visionare il decreto di trasferimento, un atto fondamentale per l’esercizio di difesa. Mi pare assurdo che nell’era della digitalizzazione un interno fascicolo possa scomparire in questo modo e solo dopo diverse richieste abbiamo ricevuto delle risposte, in sostanza ho rincorso un documento fantasma. Vorrei sapere, tra l’altro, il perché della decisione del trasferimento del procedimento presso il tribunale emiliano visto che i fatti si sono registrati nel comune di Vittoria e che, quindi, la competenza ricade sulla procura di Ragusa”.
Questa è solo la prima delle tre anomalie evidenziate da Enza Forte che solleva dubbi e perplessità anche su altri due aspetti. “Il 20 febbraio del 2026 – spiega ancora -, sempre a seguito di reiterate richieste, ho ricevuto una pec attraverso la quale sono stata informata che il 13 novembre del 2025, il pubblico ministero titolare del fascicolo, Andrea Bianchi, aveva formulato richiesta di archiviazione. Perché tutta questa fretta nel voler chiudere la pratica senza i dovuti approfondimenti?”
Infine, c’è anche un terzo elemento che non convince l’avvocata: “Quando ho ricevuto l’informazione della richiesta di archiviazione – dice Forte- ho scoperto che il procedimento in questione è stato iscritto contro ignoti. Trovo che anche questa scelta sia anomala – continua – dato che la denuncia è stata presentata contro un soggetto specifico, ovvero contro Parmalat spa. Ho la sensazione – conclude Enza Forte – che vi sia la volontà di chiudere frettolosamente questa vicenda che solo per pura fortuna non ha avuto conseguenze gravi per la mia assistita. Se la signora Laura avesse ingerito uno dei pezzi di vetro trovati nella bottiglia di latte, oggi forse parleremmo di una tragedia. Noi non ci fermeremo e siamo determinati ad andare avanti, chiediamo giustizia e verità per un caso che riteniamo molto grave, giustizia che deve esserci anche quando si tratta di grandi realtà industriali”. È per questi motivi che è stata depositata una ulteriore istanza indirizzata, tra gli altri, al procuratore generale presso la Corte Suprema di Cassazione di Roma per chiedere risposte in merito alle tre anomalie riscontrate e un intervento a tutela delle persone offese.
Sulla vicenda intervengono anche i vertici Parmalat che nel luglio 2025 avevano annunciato l’avvio di verifiche per far luce sull’episodio. “A seguito del presunto ritrovamento da parte di una cittadina di Vittoria di frammenti di vetro all’interno di una confezione di latte Zymil in plastica in data 16 luglio 2025- affermano oggi dall’azienda -, Parmalat comunica di aver effettuato con la massima tempestività le verifiche sul lotto interessato, nel rispetto dei propri standard di qualità e sicurezza, senza riscontrare alcuna non conformità. Il latte UHT Parmalat è confezionato in ambienti completamente chiusi e asettici, secondo rigorosi protocolli di controllo qualità, in linea con i più elevati standard di sicurezza e igiene alimentare. Il 25 luglio scorso il Servizio Veterinario della Asl di competenza ha ispezionato lo stabilimento produttore del lotto interessato, senza rilevare anomalie. Anche il successivo controllo effettuato dal Nas. il 1° agosto ha confermato l’assenza di irregolarità nei processi produttivi e negli impianti. L’Azienda è stata in entrambe le occasioni e comunque a fronte di ogni richiesta delle competenti autorità sempre disponibile, come doveroso, con massima trasparenza e chiarezza”.