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I giudici fermano Schwazer nella mezza maratona mentre lotta per la vittoria: lui riparte e poi si ritira

L'atleta azzurro era in lotta con i primi, ma è stato sospeso dopo la terza segnalazione. Donati: "Se avesse rallentato, probabilmente avrebbe centrato il podio"
I giudici fermano Schwazer nella mezza maratona mentre lotta per la vittoria: lui riparte e poi si ritira
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Riccardo Orsoni (Fiamme Gialle) e Sofia Fiorini (Libertas Unicusano Livorno) sono i primi campioni italiani di marcia sulla distanza della mezza maratona. Ma la curiosità, sul tracciato di Alessandria, era tutta per Alex Schwazer, il campione olimpico di Pechino 2008 al rientro in una prova su strada dopo la lunga (e controversa) squalifica per doping. Che la sua intenzione non fosse quella di fare da comparsa si era capito subito dopo il via, quando si è piazzato alle spalle della coppia OrsoniPicchiottino. Poco dopo il passaggio al 14esimo chilometro e quando era in corsa per la vittoria finale, Schwazer è stato fermato dai giudici, dopo la terza segnalazione per ‘sospensione‘.

Ripartito dopo i 3 minuti di stop, l’atleta altoatesino ha proseguito per qualche minuto prima di abbandonare la gara senza rilasciare dichiarazioni. Nessuna polemica per la squalifica da parte del suo entourage. “Aveva un’andatura troppo sbilanciata in avanti – ha detto il tecnico Sandro Donati – questo lo ha portato a sollevare troppo la gamba dietro. I giudici hanno fatto il loro lavoro. Se avesse rallentato, probabilmente avrebbe centrato il podio: ma i campioni sono fatti così, pensano solo a vincere“.

Dopo l’interminabile squalifica per doping, che lo ha tenuto fermo per 8 anni nonostante l’archiviazione in sede penale ottenuta dal tribunale di Bolzano, Schwazer aveva organizzato un evento ad Arco di Trento a luglio 2024 e poi aveva stupito tutti a settembre scorso, firmando il nuovo record europeo master sui 10mila metri. Questa però è stata la prima volta dopo la squalifica che partecipa a un evento federale. Schwazer, come aveva riportato IlDolomiti.it, aveva confidato che sarebbe tornato a marciare “unicamente per Hubert Rabensteier, il mio migliore amico. Aveva soltanto 56 anni, è morto improvvisamente una settimana fa. Glielo devo“.

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