“Puristi” contro “spettacolisti”: il nuovo regolamento in Formula 1 già divide, ma i sorpassi sono quasi triplicati
Era comprensibile e ampiamente pronosticabile che ci sarebbero state due fazioni nettamente divise sulla Formula 1 2026. Il debutto del nuovo regolamento ha rispettato le attese e, se possibile, ha segnato un solco di divisione ancora più netto tra chi ne vorrebbe l’immediata revisione e chi ha dato parere positivo. Dopo la prima bandiera a scacchi dell’anno a Melbourne, emerge un dato però: quest’anno in Australia ci sono stati 120 sorpassi, la scorsa stagione furono 45. Quasi il triplo dodici mesi dopo.
Se nel calcio attuale esiste la scissione tra ‘risultatisti’ e ‘giochisti’, alle prime luci dell’alba della nuova F1 c’è la contrapposizione tra ‘puristi’ e ‘spettacolisti’. I piloti, sicuramente la voce più autorevole, hanno sensazioni contrastanti e contraddittorie ma anche molti addetti ai lavori l’hanno condannato. Sicuramente nelle qualifiche è venuta meno la ricerca ossessiva del limite che ne è l’essenza a favore di una gestione lucida per mettere insieme un giro ragionato, una guida più di testa che di pancia. “Non è Formula 1 questa”, il coro più sentito. La gara è stata, però, uno splendido caos per i primi venticinque giri. Per chi ricercava lo show, la spettacolarità e soprattutto i sorpassi, il debutto è stato positivo. Partenza ricca di cambi di posizioni, il super turbo Ferrari ha proiettato Leclerc in testa, poi il rookie Lindblad addirittura terzo. E ancora nei primi giri la bagarre tra Russell e Leclerc che si sorpassavano e controsorpassavano. Buona pace se non sono completamente chiari il funzionamento e lo svolgimento delle operazioni, il lasciarsi andare all’adrenalina è esattamente l’emozione perduta che Fia e Formula 1 stavano ricercando.
Lo scorso anno, con vetture tutte molto vicine nelle prestazioni – normalità visto l’ultimo anno di ciclo regolamentare – i sorpassi erano quasi impossibili perché la differenza tra auto era talmente minima che neanche il DRS bastava e le gomme quasi non degradavano più. Certo, i puristi diranno che le lotte di Melbourne (e di questa stagione) sono state artificiali perché dipendono esclusivamente da ricarica e successivo deployment in diversi momenti. Gli spettacolisti, invece, sono anche disposti a fregarsene pur di vedere l’azione.
La voce più autorevole, in questo dibattito, è naturalmente quella dei piloti. C’è contrapposizione, chi ha già bocciato, chi si è ricreduto e chi si è già contraddetto. Verstappen ha ribadito il veto: già nel 2023 parlava di “scenario terribile” avendo visto i primi dati di simulazione, dicendo che non c’è nulla di divertente perché non c’è nulla di vero. Bearman dopo aver massacrato la nuova qualifica ha ammesso che la gara è stata molto divertente. Norris prima aveva promosso il cambio regolamentare, poi ha cambiato totalmente idea. Naturalmente chi è già dominante apprezza il tutto e se lo gode come Russell e Antonelli (e Toto Wolff).
Ma c’è anche chi sottolinea il tema sicurezza. Su questo nessuna divisione è accettabile ed è giustamente l’aspetto che comanda il gioco. La partenza è stata movimentata, ma l’errore nel caricamento del turbo e il conseguente scatto a lumaca rischia di diventare un problema enorme: Colapinto ha dovuto fare una manovra da prestigiatore per evitare Lawson che praticamente non si è mosso e un incidente potenzialmente molto pericoloso.
Doveroso precisare come sia in fase di comprensione definitiva anche per la Fia stessa: ieri prima delle prove libere 3 ha prima tolto e poi reinserito una zona di utilizzo di aerodinamica attiva. Piloti e team hanno cominciato a comprendere meglio con cosa devono misurarsi nel 2026 ma la sorpresa è continua. Divertente come Leclerc (e Verstappen) abbiano paragonato la corsa a Mario Kart: “Sembra di prendere i funghi che ti danno extra velocita!” parlando della repentina distribuzione d’energia.
Va ricordato anche che Melbourne è uno dei circuiti più severi sul tema elettrico e che la ricarica necessaria è maggiore rispetto ad altri. Già in Cina potrebbero aprirsi nuovi scenari ma lo scontro tra puristi e spettacolisti continuerà (tutta la stagione).