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Paralimpiadi, il campione Bertagnolli: “Sciare è libertà, voglio divertirmi e punto al massimo, fare cinque su cinque”

Ipovedente sin dalla nascita, lo sciatore di Cavalese è uno degli atleti più vincenti delle Paralimpiadi: ha già 4 ori in bacheca, ora punta al trionfo davanti al suo pubblico a Milano-Cortina
Paralimpiadi, il campione Bertagnolli: “Sciare è libertà, voglio divertirmi e punto al massimo, fare cinque su cinque”
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È uno degli atleti paralimpici più vincenti al mondo nello sci alpino ed è il principale avversario da battere per chi volesse ottenere la medaglia d’oro nello sci ai Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026. Si tratta di Giacomo Bertagnolli, nato il 18 gennaio 1999 a Cavalese, in provincia di Trento e con già due partecipazioni alle Paralimpiadi invernali, Pechino 2022 e PyeongChang 2018, conquistando in totale finora ben 4 medaglie d’oro, 3 argenti e anche 1 bronzo. Probabilmente il migliore sciatore della storia paralimpica azzurra e simbolo massimo del movimento sportivo paralimpico invernale italiano. “Un po’ di pressione la sento ma neanche troppa: voglio soprattutto divertirmi con i miei amici e poi spero che nelle discese i risultati arrivino”, dice Bertagnolli a ilfattoquotidiano.it. A Milano-Cortina punta a un risultato storico, mai raggiunto da nessuno: “L’obiettivo in questa edizione in casa, in termini di risultati, è quello di puntare a migliorare quelli dell’ultima Paralimpiade in Cina o a fare cinque su cinque”.

“La responsabilità mi fa piacere perché ti fa capire che hai lavorato bene in questi anni e io vorrei continuare a essere tra gli atleti migliori al mondo. Sarebbe un sogno vincere l’oro a Milano-Cortina”, sottolinea ancora Bertagnolli. Ipovedente sin dalla nascita per un’atrofia bilaterale del nervo ottico, condizione genetica che comporta una ridotta capacità visiva, ha iniziato a sciare già tra i 2 e i 3 anni e a 12 ha intrapreso il percorso di alto livello disputando gare agonistiche. Sciare per lui è “libertà, è un modo per sfidare me stesso e divertirmi”.

Risulta uno degli atleti più decorati all-time delle Paralimpiadi invernali. Un percorso condiviso dal 2019 con la guida Andrea Ravelli, con cui ha un’intesa totale dove successi e cadute diventano tappe di crescita comune. Dopo lo strepitoso debutto a PyeongChang e lo scoppiettante exploit di Pechino, ultima Paralimpiade dove ha conquistato due ori in slalom speciale e supercombinata e due argenti in supergigante e slalom gigante, Bertagnolli punta all’appuntamento della vita ai Giochi che si disputano in Italia dove gareggerà appunto in cinque competizioni diverse.

“L’adrenalina della discesa è impagabile, sentire l’aria addosso è fantastico”, spiega l’azzurro, che ricorda ancora con emozione il debutto coreano nel 2018, vissuto senza pressioni e trasformato in un trionfo inaspettato. Ora l’orizzonte si sposta sulle nevi “casalinghe”. Le radici battono forte in Val di Fiemme, tra Alpe Cermis e Pampeago. Ma anche la pista delle Tofane a Cortina resta nel suo cuore: è su questi pendii familiari che il fuoriclasse cercherà la consacrazione definitiva davanti al proprio pubblico, confermandosi punto di riferimento mondiale dello sci alpino e anche modello sportivo per centinaia di altri giovani sciatori con disabilità nei prossimi anni.

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