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Ultimo aggiornamento: 10:15

Scontro Sallusti-Conte: “Mago di Oz, venditore di pentole”. “Stia attento a come parla con me”. Su La7

Polemica rovente tra il leader del M5s e l'ex direttore di Libero su governo Meloni, genocidio a Gaza e referendum sulla giustizia
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Scontro al calor bianco a Dimartedì (La7) tra il presidente del M5s, Giuseppe Conte, e il giornalista Alessandro Sallusti sul governo Meloni e sul referendum costituzionale sulla giustizia, in programma il 22 e il 23 marzo. L’ex direttore di Libero difende strenuamente l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, stroncando le taglienti critiche di Conte e riesumando Beppe Grillo: “Lei non ha rispetto. Beppe Grillo non aveva visto male quando l’aveva definita il mago di Oz, perché lei è uno che manipola le opinioni”.
“Ma lei ha qualcosa da dire in merito ai temi o deve offendere?”, ribatte Conte.

La polemica poi si sposta sul referendum sulla giustizia. L’ex premier spiega le principali ragioni per votare No e ricorda: “Il governo Meloni, in realtà, ha un disegno che ha esplicitato. La Meloni a fine ottobre ha affermato che la riforma Nordio è ‘la misura adeguata per contrastare l’intollerabile invadenza della magistratura’. Lo ha detto anche Nordio: la riforma servirà anche all’opposizione quando andrà al governo. L’hanno detto più volte, vogliono rivendicare un primato della politica. Ma il primato della politica – continua – lo rivendichi quando non dai un salvacondotto a un criminale di guerra come Almasri o quando condanni il genocidio a Gaza o quando stigmatizzi Trump che attacca Iran e Venezuela violando il diritto internazionale senza concedere le tue basi agli Usa. Questo è il primato della politica: non sottrarsi alle inchieste della magistratura“.

Sallusti, portavoce e testimonial del comitato referendario “Sì Riforma”, ribatte: “Non c’è nessun genocidio a Gaza e Trump ha fatto finire la guerra di Gaza. Che è una guerra, appunto”.
“70mila palestinesi trucidati, di cui 20mila bambini, cosa sono?”, insorge Conte.
“Non c’entra il numero – replica Sallusti – Diciamo che è una strage, una roba, ma non è genocidio”.
“Quindi, uno sterminio sistematico di persone va bene?”, incalza il leader del M5s.

La polemica poi si sposta sul caso Palamara. Conte sottolinea che l’ex magistrato è stato radiato e altri quattro hanno abbandonato la magistratura. E aggiunge: “Gli unici che si sono salvati sono stati i due politici coinvolti: sono stati scudati dal Parlamento che non ha permesso di usare contro di loro le intercettazioni. A me preoccupa di più la degenerazione dei partiti, altro che le correnti della magistratura. E qui c’è tanta degenerazione della politica che vuole mettere il tacco sulla magistratura e mettersi al riparo dalle inchieste“.
Sallusti rinfaccia a Conte che erano due politici del Pd, quindi suoi “alleati”. In realtà, la vicenda Palamara, che coinvolse l’ex parlamentare renziano Luca Lotti e Cosimo Ferri, (ex sottosegretario alla Giustizia, magistrato in aspettativa, deputato prima Pd poi passato a Italia Viva, avvenne tra l’8 e il 9 maggio 2019, quando Giuseppe Conte era il titolare del governo Conte Uno, non sostenuto dal Pd.
Il botta e risposta prosegue con Conte che ricorda che il M5s non c’entra nulla col caso Palamara e aggiunge: “Voi piuttosto pensate a Santanché e a Delmastro che li tenete ancora al loro posto. Preoccupatevi di chi è al governo, che è vergognoso“.
“Ma lei è un ex primo ministro – replica Sallusti – Fa il venditore di pentole“.
Veramente ho fatto dimettere Siri perché c’era una inchiesta in corso – chiosa Conte – Stia attento a come parla con me”.

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A cura di Paolo Frosina
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