Il mondo FQ

Guerra in Iran, Tajani e Crosetto in Parlamento ammettono che l’Italia non è stata informata: “Usa e Israele hanno deciso in modo riservato”. Scontro frontale con Conte

L'audizione dei due ministri alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera. Per Crosetto "l’attuale crisi mostra la necessità di avere una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali"
Guerra in Iran, Tajani e Crosetto in Parlamento ammettono che l’Italia non è stata informata: “Usa e Israele hanno deciso in modo riservato”. Scontro frontale con Conte
Icona dei commenti Commenti

“La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale“. “Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati, a operazione iniziata“. Il vicepremier Antonio Tajani, insieme al ministro Guido Crosetto, interviene così nella sua audizione alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera sulla situazione in corso dopo l’attacco all’Iran di Stati Uniti e Israele. Fanno il punto sulla crisi in Medio Oriente, ammettono che l’Italia non è stata informata e rispondono alle accuse arrivate al governo da parte dei partiti di opposizione che incalzano i due ministri anche in commissione. Dai due esponenti del governo nessuna condanna all’attacco congiunto Usa-Israele: sì invece alle “ingiustificate e inaccettabili rappresaglie” iraniane ai Paesi del Golfo.

E la tensione sale quando il leader del M5s Giuseppe Conte, parlando di una “escalation imprevedibile” causata da “scelte unilaterali di Usa e Israele su cui Italia ed Europa non hanno avuto alcun ruolo se non quello di ‘osservatori‘”, punta il dito contro la premier (che, dice Conte, “ha dimenticato il nostro tricolore e la Costituzione”), contro il titolare della Farnesina “che si passa tra le mani il cappellino Maga di Trump” e il ministro Crosetto “isolato a Dubai come un turista qualsiasi“: “Sono le immagini più emblematiche della perdita della dignità politica“, dice il leader M5s. Durante le repliche Tajani risponde seccato e alzando i toni: “Per quanto riguarda il rapporto con gli Usa ed il tricolore, onorevole Conte, a me Trump non mi ha mai chiamato Tony a lei invece Giuseppi. Io non mi vergogno di niente, ma di cosa mi dovrei vergognare me lo venga a dire.. il cappello era un regalo. Io non sono andato in ginocchio dalla Merkel né da Trump, a dire ‘ci penso io’, come ha fatto lei onorevole Conte, non mi faccio chiamare Giuseppi. La verità fa male”, ha detto il vicepremier. I toni si sono accessi tanto che la presidente della commissione Stefania Craxi è intervenuta per annunciare la sospensione della seduta. La situazione è poi tornata alla calma ed il ministro ha proseguito la sua replica.

La segretaria del Pd, Elly Schlein, si rivolge direttamente alla premier: “Vorrei sapere perché e come sia possibile che la presidente Meloni non abbia detto ancora una parola su quello che sta accadendo in Medio Oriente, che ci preoccupa tutti. Dopo anni passati a raccontare la relazione privilegiata con Trump, che evidentemente non esiste, non siete stati neanche informati preventivamente, al punto che il ministro Crosetto era rimasto bloccato a Dubai”. “Qual è la strategia del presidente Usa? La conoscete? Ora vale la legge del più forte. Violare il diritto internazionale è pericoloso” ha concluso la segretaria dem. “La linea dell’Italia è quella dell’Unione europea” e “non siamo affatto isolati“, replica ancora Tajani.

Il tema del viaggio di Crosetto a Dubai, diventa poi centrale. “Lei si è ritrovato lì per un viaggio privato, poi un ha detto che era un viaggio istituzionale per incontrare un ministro emiratino, poi ha detto che è andato lì che c’erano rischi per mettere in salvo la sua famiglia e degli altri italiani che ne è? Noi non possiamo sentirci tutelati da questo governo”, ha chiesto Conte. Crosetto così ritorna sull’argomento con tanto di scuse: “Sono stato io a rendere pubblico di essere rimasto a Dubai e ho scelto di restare, avrò sbagliato come ministro e chiedo scusa, ma lì c’erano i miei figli e sono dopo averli accompagnati a Mascate, sono rientrato”. “Ero a Dubai perché avevo deciso di concedermi un periodo di vacanza – ha aggiunto – e potevo scegliere di partire in maniera istituzionale e poi ricollegarmi alla mia famiglia o partire con loro. Sarei potuto partire subito, ma sono rimasto nel bunker con gli altri italiani”. “C’erano i miei figli, io ho fatto questa valutazione”, ha sottolineato, spiegando che “gli Emirati non erano coinvolti, ma erano tra i pochi Paesi” dell’area “a essere contrari all’attacco”. “Forse dovevo abbandonare là i miei figli e tornare in Italia, ma sono rimasto”. “Questa è la parte privata che mi dispiace dover rendere pubblica”, ha concluso.

Il ministro della Difesa ricorda poi che “dallo stretto di Hormutz passa il 20% del petrolio mondiale pari a 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del commercio globale del gnl“. Per questo i rischi anche sul piano energetico vanno considerati. “Si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale. Già una riduzione parziale o un aumento percepito – ha detto Crosetto – è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi e una contrazione dei premi assicurativi e un aumento significativo sui costi dei trasporti fino al 30-40%“. “La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell’area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo”, ha aggiunto Tajani sottolineando che proprio “per questo, insieme al ministro Crosetto abbiamo ritenuto importante venire immediatamente in Parlamento a riferire sui primi sviluppi della crisi, sulle iniziative che il Governo italiano sta attuando per favorire l’allentamento della tensione e per assistere i nostri connazionali nella regione”. Intanto per Crosetto “l’attuale crisi mostra la necessità di avere una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali che possono mutare rapidamente e imprevedibilmente”.

Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde, durante l’informativa ha contestato a Crosetto le sue recenti dichiarazioni: “Non esclude la partecipazione dell’Italia a operazioni congiunte e chiede di modificare le norme che oggi regolano l’intervento dei militari italiani nelle missioni all’estero, sono gravi e preoccupanti”, ha dichiarato Boenlli. “Per questo – ha aggiunto – chiediamo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in Parlamento e dica con chiarezza che l’Italia non sarà coinvolta in una guerra voluta da Trump e Netanyahu. Dal governo italiano non è arrivata alcuna condanna rispetto all’escalation militare e alla violazione del diritto internazionale e le audizioni congiunte di Tajani e Crosetto sono state francamente imbarazzanti. È un silenzio che pesa e che rischia di trascinare il nostro Paese dentro una guerra”, ha concluso.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione