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“Ho spento il telefono, in tanti hanno parlato”: Kalulu racconta gli attimi dopo l’espulsione in Inter-Juventus

Il difensore bianconero è tornato sul caso Bastoni a distanza di quasi due settimane: "Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Ma non credo che questo abbia influito in Champions"
“Ho spento il telefono, in tanti hanno parlato”: Kalulu racconta gli attimi dopo l’espulsione in Inter-Juventus
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Quasi due settimane e la polemica BastoniKalulu continua a trovare spazio nella cronaca sportiva ancora in questi giorni. Questa volta a parlare è stato proprio Pierre Kalulu, difensore della Juventus espulso dopo la simulazione di Bastoni nel match del 14 febbraio tra i bianconeri e l’Inter appunto: “Ho spento il telefono per non alimentarla. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta”, ha dichiarato Pierre Kalulu nel corso di un’intervista a L’Équipe. I bianconeri avevano anche chiesto la “grazia” a Gravina, che però ha risposto con un secco no. “Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Ma non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita”, ha spiegato il difensore bianconero a poche ore dalla sfida di ritorno di Champions League, dopo la sconfitta per 5-2 nella gara di andata in Turchia.

La stagione di Kalulu – a eccezione dell’episodio in questione in cui è stato espulso – è stata fin qui assolutamente positiva. Il francese è infatti sempre stato uno dei migliori sia con Igor Tudor, sia adesso con Luciano Spalletti: “Voglio continuare così – ha dichiarato il difensore – solo il campo ti dà legittimità anche agli occhi dei compagni. Gli avversari vanno studiati per spingerli a fare quello che non sono abituati a fare. Bisogna saper anticiparli di due o tre mosse, un po’ come negli scacchi. L’obiettivo è di essere il migliore e non solo difendere bene”. Anche perché il Mondiale del 2026 che si giocherà tra Usa, Canada e Messico è alle porte e Kalulu non gioca in nazionale da giugno: “La nazionale è il top per un giocatore, un sogno d’infanzia e un privilegio. Mi sento pronto per il Mondiale”.

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