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Ultimo aggiornamento: 14:33

Board of Peace, Fassina a La7: “Governo Meloni vassallo di Trump, la sua è una scelta umiliante da servi”. Scontro con Lenzi

"Altro che ricostruzione di Gaza, qui si legittima l’annessione della Cisgiordania". L'affondo di Fassina
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Scontro accesissimo a Coffee break (La7) tra Stefano Fassina, ex viceministro dell’Economia e fondatore del movimento Patria e Costituzione, e Massimiliano Lenzi, scrittore e firma de La Ragione. L’argomento della polemica è il Board of peace di Trump, riguardo al quale Fassina è tranchant: “Siamo davvero di fronte a una regressione anche in termini morali, che si fa fatica a giustificare. È un organismo monocratico presieduto da Donald Trump a vita, che ha il diritto di veto. E vedere che il nostro governo si associa a questo spettacolo davvero indegno è uno dei momenti più umilianti della politica estera“.

Dissente Lenzi: “È anche l’unica iniziativa internazionale sul Medio Oriente. Dov’è l’iniziativa europea? L’ha vista?”.
“Ma che c’entra? – replica Fassina – Non è un’iniziativa per il Medio Oriente, è per gli affari di Trump“.
“Ma la ricostruzione è sempre un affare – ribatte il giornalista – Lo sarà anche quella dell’Ucraina, quando si farà“.
“Se permetti, prima dell’affare, c’è il genocidio di un popolo a Gaza – risponde Fassina – Stanno eliminando quotidianamente i palestinesi in Cisgiordania. E a Gaza non si ricostruisce nulla”.
“Ma è l’unica iniziativa in campo”, ribadisce Lenzi.
“Allora se ne fa un’altra – rilancia l’ex deputato – ma non è che andiamo dietro a un evento umiliante del genere”.

Lenzi non si convince e ripete ancora una volta la sua posizione. Ma Fassina non arretra: “Il Board of peace non è un’iniziativa per la pace e per la ricostruzione”.
“Ma tutte le iniziative per la ricostruzione sono ciniche. È così, lo sarà anche in Ucraina”, replica Lenzi.
“Non è vero – controbatte Fassina – E non ti associ a un consesso umiliante dove ci sono 22 Stati, che non sono tra i principali del pianeta. E, in più, non c’è nessun Stato che faccia parte del Consiglio di sicurezza. C’è un capo assoluto che ti comanda. Ma l’obiettivo del Board of peace non è andare verso la statualità, perché l’ambasciatore statunitense a Gerusalemme ha appena avallato il proposito di annessione della Cisgiordania da parte di Israele. Quindi, è tutto un bluff“.
Lenzi difende la decisione del governo Meloni: “Non è una questione di umiliazione, ma una scelta politica”.
“Sì, una scelta umiliante da servi-– ribadisce Fassina – Siamo vassalli ormai in modo esplicito”.
“No, ma quale servi e vassalli? – insorge Lenzi – È una scelta politica”.
“Se ci fossero stati Andreotti o Craxi – replica Fassina – una cosa del genere non si sarebbe mai verificata”.
“Ma quello era un altro mondo”, commenta Lenzi.
“Era un altro mondo e anche un’altra classe dirigente – chiosa Fassina – Questi invece sono vassalli”.

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