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Inter-Juve, un calcio ai nostalgici: è la dimostrazione che serve più Var e non meno Var

FATTO FOOTBALL CLUB - L'espulsione di Kalulu è un avvertimento per chi predica un ritorno all'antico: una banale revisione al video avrebbe evitato il marchiano errore
Inter-Juve, un calcio ai nostalgici: è la dimostrazione che serve più Var e non meno Var
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Adesso forse ve lo ricordate com’era il calcio di una volta, in cui tante partite sono state falsate, altrettanti campionati indirizzati da sviste arbitrali, decisioni apparse subito a tutti ingiuste eppure ormai irrimediabili perché non c’era uno strumento che le potesse correggere. InterJuve, con l’espulsione di Kalulu, la simulazione di Bastoni e la svista di La Penna, al di là delle polemiche come sempre ingigantite quando c’è di mezzo il derby d’Italia, è stata soprattutto un salutare salto nel passato.

È sempre così, ci accorgiamo che una cosa ci manca solo quando la perdiamo. In questo caso, il Var: che tanti criticano, qualcuno vorrebbe addirittura abolire, poi però alla prima occasione in cui non è disponibile tutti a piangere. Sul match di San Siro è stato detto tutto e più di tutto, forse persino troppo. Hanno ragione i tifosi della Juventus – e pure quelli delle altre rivali dell’Inter – a sentirsi penalizzati. In parte, ha ragione anche Chivu quando ricorda che Kalulu è stato molto ingenuo a mettere una mano su un avversario in ripartenza, da ammonito si è preso un rischio che non avrebbe dovuto, anche se ciò ovviamente non cambia l’errore. Non c’è dubbio che la topica dell’arbitro La Penna, tratto in inganno dalla dinamica e dalla simulazione di Bastoni, abbia condizionato la partita, c’è chi dice persino il campionato (per quanto possa farlo un singolo episodio ad ancora 13 giornate dalla fine).

Stavolta però non ci sono troppi sospetti o retropensieri, perché non c’è dubbio che se avesse potuto rivedere l’azione il direttore di gara sarebbe tornato subito sui suoi passi: qui si è trattato semplicemente della valutazione affrettata di un arbitro mediocre (a proposito, prima o poi il designatore Rocchi dovrà spiegare anche perché ha scelto La Penna e non un nome più quotato, invece di prendersela con i calciatori…), che non avuto la bravura di riconoscere la simulazione in un contatto che in presa diretta sembrava a tutti fallo. Una semplice svista, su cui è innescato un baco regolamentare, ovvero l’impossibilità (perché il protocollo non lo prevede in caso di seconda ammonizione) di rivolgersi al Var. Rimane il peso specifico dell’errore, altissimo perché arrivato proprio nel derby d’Italia, la partita delle partite che trabocca di storia e risentimenti, per giunta decisiva nella corsa scudetto. Ma se vogliamo è molto meno grave di altri casi – e ce ne sono stati tanti, in questa stagione e nelle precedenti – in cui abbiamo visto arbitri negare l’evidenza di fronte al video o persino mentire in mondo visione pur di avallare fischi inspiegabili.

È assurdo che in un calcio che ormai controlla pure le unghie poi non si possa intervenire per correggere un errore marchiano. È chiaramente una falla, che ad essere onesti non dipende nemmeno dagli arbitri italiani o dalla Figc ma da organismi internazionali, e che infatti verrà sanata a breve (manco a farlo apposta già nella prossima riunione l’Ifab dovrebbe includere la doppia ammonizione nel protocollo Var, in modo che sia applicabile probabilmente già al Mondiale in estate). Ma proprio per questo Inter-Juve ci ha ricordato come non si possa più fare a meno del Var: un bel monito per i nostalgici che predicano il ritorno all’antico e altre bestialità del genere.

La tecnologia è imprescindibile: sabato, se fosse stata disponibile, avrebbe salvato la gara, come lo ha fatto in tante occasioni simili. Poi per carità anche il Var ha i suoi problemi: ci sono alcune derive perniciose, come la tendenza a vivisezionare ogni azione fotogramma per fotogramma, smarrendo a volte lo spirito del gioco, oppure la remissività degli arbitri che se chiamati al monitor si sentono sempre in dovere di cambiare la decisione. Ma questi sono difetti collaterali, correttivi da adottare necessari per andare avanti: perché indietro, invece, c’è il calcio di una volta, quello che si è rivisto per un attimo a San Siro, dove l’incompetenza degli arbitri ha condizionato molte più partite e campionati. Se a qualcosa è servita Inter-Juve, è a dimostrare a tutti che ci vuole più Var. E non meno Var.

X: @lVendemiale

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