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Tutto sul bob, la Formula 1 delle Olimpiadi invernali che in Germania è quasi religione

LA GUIDA OLIMPICA - Dalla sua nascita in Svizzera alla leggenda Eugenio Monti: viaggio nello sport simbolo dei Giochi
Tutto sul bob, la Formula 1 delle Olimpiadi invernali che in Germania è quasi religione
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Il bob è lo sport forse più riconoscibile delle Olimpiadi Invernali. Tutti, anche i non appassionati, lo associano alle discese con slitte di fortuna tra amici o in famiglia su prati innevati. Qualunque bambino cresciuto sulle Alpi o sugli Appennini ha vissuto una situazione simile almeno una volta nella vita. A livello sportivo, però, il bob è molto più complesso e nella sua storia ha avuto una grande evoluzione. Il mezzo è cambiato diverse volte e oggi la sua carrozzeria è composta da fibra di carbonio e fibra di vetro, il telaio da leghe metalliche leggere e i pattini sono di acciaio. Il progresso tecnologico è costante, a caccia della miglior soluzione aereodinamica possibile, un po’ come in Formula 1.

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Le origini di questo sport risalgono al 1860, quando in Svizzera iniziarono a fare discese a tempo su circuiti di ghiaccio tortuosi e ripidi. Le prime competizioni arrivano alla fine del XIX secolo. I bob hanno una lunghezza compresa tra i 2,7 (doppio) e i 3,8 metri (quartetto), mentre il peso di atleti e slitte non può superare i 340kg per il doppio femminile, i 390kg per quello maschile e 630kg per il quattro. In quest’ultimo l’equipaggio è composto da un pilota, un frenatore e due atleti utili nella fase di spinta. Nel due vi sono un pilota e un frenatore, mentre nel monobob una sola atleta.

Le gare si svolgono su un budello ghiacciato artificialmente ricco di curve e l’obiettivo è completare il percorso nel minor tempo possibile. Fondamentale è la fase di spinta, che serve a prendere velocità. Il bob ha fatto il suo esordio ai Giochi nel 1924 a Chamonix con il 4 maschile. Nel 1932, a Lake Placid, fu aggiunto l’evento a 2; mentre la prova femminile è comparsa per la prima volta a Salt Lake City 2002. Quattro anni fa a Pechino è stato introdotto anche il monobob donne. Le quattro gare citate sono quelle che andranno in scena a MilanoCortina su quattro discese. L’equipaggio, o l’atleta nel monobob, che sommando i tempi, al centesimo di secondo, delle quattro manche ottiene il parziale più veloce vince.

La storia olimpica del bob è ricca di momenti iconici, ma il più famoso è il debutto a Calgary 1988 della squadra giamaicana. È considerato uno dei simboli dello spirito olimpico, perché ha abbattuto le barriere climatiche e geografiche, tanto che la loro storia è stata raccontata nel film Cool Runnings – Quattro sottozero.

In Germania, invece, il bob è quasi religione. I tedeschi hanno sfornato tantissimi campioni e ancora oggi dominano la disciplina. Dopo la riunificazione hanno vinto 14 ori e un totale di 30 medaglie, che salgono a 51 se si aggiungono quelle ottenute da Germania Est e Germania Ovest. L’Italia ha avuto diversi campioni, tanto che abbiamo vinto 4 ori e 12 medaglie alle Olimpiadi. L’ultima a Torino 2006 con Jennifer Isacco e Gerda Weissensteiner. La leggenda azzurra è Eugenio Monti, a cui è intitolata la nuova pista di Cortina. L’ampezzano di adozione ha vinto sei medaglie olimpiche, di cui due ori. A Milano-Cortina l’Italia spera nel 4 maschile guidato da Patrick Baumgartner.

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