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È storia alle Olimpiadi: Pinheiro Braathen vince l’oro nel gigante e si commuove. È la prima medaglia di sempre per il Brasile

Una vittoria ipotecata nella prima manche, dove è sceso giù velocissimo e ha chiuso con un vantaggio di 95 centesimi su Marco Odermatt (2°)
È storia alle Olimpiadi: Pinheiro Braathen vince l’oro nel gigante e si commuove. È la prima medaglia di sempre per il Brasile
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A scrivere la storia delle Olimpiadi ci ha pensato Lucas Pinheiro Braathen, che dopo essere passato al Brasile, il paese di sua mamma, nella scorsa stagione, causa vicissitudini con la federazione norvegese che lo avevano portato al ritiro per un anno, ha vinto nel gigante maschile il primo oro olimpico (e in generale la prima medaglia di tutto il continente sudamericano) nella storia dei Giochi Invernali per il Brasile. Pinheiro Braathen ha costruito il suo trionfo nella prima manche, dove ha sfruttato al meglio il numero 1 e la pista intonsa, piazzando una prova perfetta con cui ha distanziato tutti i rivali di oltre 1” a eccezione di Odermatt (+ 0.95).

Il brasiliano ha poi gestito la seconda discesa, vincendo con 58 centesimi di vantaggio proprio su Odermatt. Il fenomeno svizzero si è dovuto così accontentare dell’argento e dell’ennesima delusione in questi Giochi Olimpici, dopo il bronzo in combinata e super G e il quarto posto in discesa. Bronzo che in gigante è andato all’altro elvetico Loic Meillard. La Svizzera sale così a 3 ori e un totale di 7 medaglie nello sci alpino maschile. Infine, gli altri due azzurri in gara, Luca De Aliprandini e Tobias Kastlunger, sono usciti dal tracciato già nella prima manche.

Niente medaglia invece per l’Italia. Su quattro azzurri in gara, solo uno è riuscito a completare entrambe le manche. Schierato per mancanza di alternative e con un solo gigante disputato in stagione, quello di Adelboden a gennaio, Giovanni Franzoni si è ben comportato sulla pista di Bormio. Il 24enne di Manerba del Garda ha chiuso 24esimo a 4”13, con una buona seconda manche in cui ha ottenuto il 16° parziale.

Delusione, invece, per Alex Vinatzer, che è uscito nella seconda discesa dopo aver chiuso 11° la prima a 2”39 ed essere partito bene nella seconda, con tanto di miglior tempo nel primo intermedio. L’atteggiamento, però, era quella giusto dovendo recuperare 82 centesimi per raggiungere il bronzo. L’altoatesino ha rischiato, ma purtroppo non gli è andata bene. Il rimpianto rimane per lo slalom della combinata, quando partito per ultimo dopo la super discesa di Franzoni non avuto la stessa cattiveria agonistica e per sua stessa amissione non ha rischiato al 100%. Proprio lo slalom rimane l’ultima chance azzurra al maschile per vincere un’altra medaglia, anche se sarà molto difficile.

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