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Mondo di mezzo, prescrizione per Buzzi in uno dei filoni dell’inchiesta. Assolto l’ex consigliere D’Ausilio

Per il "ras delle cooperative" è stata riqualificata l’accusa di corruzione propria in corruzione per la messa a disposizione della funzione ed è stata esclusa anche l'aggravante mafiosa
Mondo di mezzo, prescrizione per Buzzi in uno dei filoni dell’inchiesta. Assolto l’ex consigliere D’Ausilio
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Dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per Salvatore Buzzi, in uno dei filoni nati dalla maxi inchiesta Mondo di Mezzo e che vedeva imputate una ventina di persone. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale del tribunale di Roma: per il “ras delle cooperative” è stata riqualificata l’accusa di corruzione propria in corruzione per la messa a disposizione della funzione ed è stata esclusa anche l’aggravante mafiosa.

Il tribunale nella stessa sentenza ha assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”, come chiesto dalla procura, l’ex capogruppo del Pd in Campidoglio, Francesco D’Ausilio. Assoluzione anche per l’ex dg di Ama, Giovanni Fiscon. Nel procedimento si era costituito parte civile il Campidoglio. Il 3 dicembre 2014 Buzzi era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta allora denominata Mafia Capitale, insieme a Massimo Carminati. Dopo una prima condanna in appello, il 22 ottobre 2019 la Cassazione fece cadere l’aggravante mafiosa riconoscendo la presenza di due associazioni a delinquere distinte ma non la loro mafiosità. La stessa sentenza stabilì quindi la celebrazione di un processo d’appello bis per il ricalcolo delle pene: nel secondo appello Buzzi è stato condannato a 12 anni e 10 mesi, Carminati a 10 anni. L’ex “ras delle cooperative” è tornato in carcere nel marzo del 2025 ed è attualmente detenuto.

Soddisfatti per la prescrizione di oggi sono i difensori di Buzzi, gli avvocati Pier Gerardo Santoro e Alessandro Diddi: il tribunale “ha definitivamente messo una pietra sulla contestazione dell’aggravante mafiosa nella pubblica amministrazione nel procedimento Mondo di Mezzo”, hanno dichiarato. “Nonostante la Procura abbia chiesto la condanna ritenendo ancora incredibilmente sussistente l’aggravante mafiosa, il tribunale ha preso atto della sentenza della Cassazione emessa nel procedimento principale e ha definitivamente affermato che non è configurabile in alcun modo la fattispecie dell’associazione mafiosi così come l’aggravante contestata ai singoli reati”, hanno aggiunto. Per quanto quanto riguarda l’assoluzione di D’Ausilio, l’avvocato Clara Veneto, ha sottolineato che “dopo oltre dieci anni arriva l’assoluzione del Tribunale di Roma. È un epilogo del quale siamo soddisfatti, anche se questi dieci anni di sofferenze personali e familiari, di incarichi cui ha dovuto rinunciare, di spiegazioni non dovute che si è trovato costretto a fornire lasceranno tracce profonde nel vissuto del mio assistito. Ciò nonostante l’assoluzione restituisce fiducia e, ritengo, anche credibilità, alla giustizia”, ha concluso.

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