La protesta dei giornalisti Rai contro Petrecca si allarga: “Sciopero delle firme e lettura del comunicato in tutti i Tg”
La protesta contro il direttore Paolo Petrecca per le gaffe durante la cerimonia di apertura della Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si allarga a tutti i giornalisti Rai. Dopo la presa di posizione durissima della redazione di RaiSport, che ha ritirato le firme dalle telecronache e dai servizi confezionati per i Giochi, confermando i tre giorni di sciopero post-Olimpiadi, da Viale Mazzini non è arrivato nessun segnale. Da qui, la decisione del sindacato di Usigrai di proclamare la mobilitazione collettiva: “Abbiamo indetto, per l’intera giornata di venerdì 13 febbraio, uno sciopero delle firme in tutti i tg, gr, nei programmi di informazione della Rai e sul web”. Non è finita qui: “Al termine di ogni edizione dalla durata di almeno 5 minuti verrà letto, e pubblicato sui siti, un comunicato sindacale in cui si spiegano le ragioni della protesta“. La sensazione è che in molti possano aderire: nei giorni scorsi le redazioni del Tg3, del Tg2 e degli Approfondimenti Rai hanno espresso solidarietà ai colleghi.
Ragioni che riguardano appunto la gestione di Petrecca da direttore di RaiSport. La protesta dei giornalisti era cominciata ben prima delle Olimpiadi, denunciando un’organizzazione lacunosa e un eccessivo ricorso a risorse esterne. All’allarme lanciato dall’assemblea di redazione si è aggiunta poi la disastrosa telecronaca della cerimonia d’apertura, tra gaffe e censure. Eppure, in Rai nessuno ci ha messo la faccia. Il confronto tra l’amministratore delegato, Giampaolo Rossi, e il direttore di Raisport, ha portato a un congelamento della situazione. Petrecca, probabilmente, sarà collocato altrove durante la primavera. Nel frattempo, per la Rai e nello specifico per RaiSport è arrivata un’altra batosta: Mediaset si è presa i diritti tv delle Atp Finals di tennis.
“La vicenda della telecronaca della Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano – Cortina è stata un duro colpo all’immagine della Rai e alla dignità di tutte le giornaliste e i giornalisti che quotidianamente si impegnano per offrire un Servizio Pubblico degno di questo nome”, comincia il comunicato firmato dall’esecutivo Usigrai. “La mobilitazione di RaiSport e le prese di posizione dei CDR delle testate e dei generi, a difesa del nostro lavoro, non hanno indotto i vertici aziendali a una doverosa assunzione di responsabilità“, sottolinea Usigrai, motivando così la scelta di unirsi alla mobilitazione: “Usigrai ritiene che la protesta dei colleghi e delle colleghe di RaiSport vada sostenuta con un gesto concreto, individuale e collettivo, di solidarietà e partecipazione”. “Riteniamo sia utile e doveroso trasmettere ai cittadini la nostra presa di posizione a difesa dell’immagine della Rai, e di chi ci lavora”, conclude la nota.