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Scoppia il caso caschi della Gran Bretagna dello skeleton alle Olimpiadi: cos’è successo

La divisione ad hoc del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha respinto il ricorso presentato dalla Federazione britannica di bob e skeleton (BBSA) contro la Federazione internazionale IBSF, confermando l’irregolarità dell’equipaggiamento e vietandone l’utilizzo in gara
Scoppia il caso caschi della Gran Bretagna dello skeleton alle Olimpiadi: cos’è successo
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Un casco irregolare mentre la competizione incombe. Alla vigilia dell’avvio ufficiale delle gare di skeleton alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, l’attenzione non è stata catturata solo dal ghiaccio, ma anche da un caso regolamentare che ha coinvolto la squadra britannica e che rischia di far scoppiare una polemica. Le prime discese di prova si sono svolte, mentre per le competizioni vere e proprie bisognerà attendere giovedì 12 febbraio, quando entreranno in scena gli uomini; le medaglie verranno invece assegnate il giorno successivo.

Nelle ore che hanno preceduto l’inizio delle gare, si è infatti apparentemente chiusa la vicenda legata al casco utilizzato dagli atleti della Gran Bretagna. La divisione ad hoc del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha respinto il ricorso presentato dalla Federazione britannica di bob e skeleton (BBSA) contro la Federazione internazionale IBSF, confermando l’irregolarità dell’equipaggiamento e vietandone l’utilizzo in gara.

La controversia aveva preso avvio il 29 gennaio scorso, quando l’IBSF aveva dichiarato non conforme il casco britannico, giudicandolo non sicuro a causa della sua forma. Secondo la federazione internazionale, il design del prodotto non rispettava i parametri previsti dal regolamento. Di parere opposto la BBSA, che aveva difeso la conformità del casco sostenendo che non presentasse modifiche aerodinamiche, né elementi aggiuntivi fissati alla struttura.

L’IBSF, tuttavia, aveva evidenziato come il casco incorporasse spoiler, bordi sporgenti o altri elementi aerodinamici vietati, rendendolo incompatibile con le norme in vigore. Una valutazione che è stata ora confermata dal Tas, chiamato a pronunciarsi in via definitiva sulla questione.

Nelle motivazioni della decisione, il comitato della divisione ad hoc ha chiarito che il compito era verificare la conformità del casco alle regole IBSF applicabili ai Giochi Olimpici Invernali 2026. Dopo aver ascoltato i pareri degli esperti e analizzato le prove presentate, il collegio ha rilevato che il casco si discosta dalla forma standard e presenta un design innovativo, sviluppato specificamente per migliorare le prestazioni aerodinamiche, con una parte posteriore che sporge in modo significativo. Secondo il comitato, la federazione britannica non è riuscita a dimostrare in maniera sufficiente la conformità dell’equipaggiamento alle norme attuali, portando così al rigetto del ricorso. Il caso si chiude dunque a favore della federazione internazionale, a poche ore dall’inizio delle gare, aggiungendo un elemento di tensione e dibattito tecnico a una disciplina in cui regolamenti ed equipaggiamenti giocano un ruolo decisivo.

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