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Referendum, la destra ora attacca la Cassazione, Fdi e Forza Italia: “Giudici non imparziali, sostenitori del No”. La replica: “Accuse gravi e infondate”

Dopo la decisione sul quesito referendario, Bignami, Costa e Gaspari accusano i giudici della Cassazione di non essere imparziali. Critiche dalle opposizioni
Referendum, la destra ora attacca la Cassazione, Fdi e Forza Italia: “Giudici non imparziali, sostenitori del No”. La replica: “Accuse gravi e infondate”
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Adesso nel mirino della destra finiscono anche i giudici della Cassazione. Nonostante la decisione del governo di tirare dritto sulla data del referendum sulla Giustizia, l’ordinanza della Suprema Corte risulta indigesta ai partiti di maggioranza. L’avere costretto il Consiglio dei ministri a riformulare il quesito referendario – dopo che la Corte ha accolto la versione proposta dal comitato dei 15 giuristi promotori della raccolta firme popolare che ha superato le 500mila adesioni – provoca la reazione di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

L’attacco di Bignami

Galeazzo Bignami punta il dito su due giudici. Alfredo Guardiano che, attacca, “modererà un convegno sulle ragione del No” e Donatella Ferranti “ex deputata Pd e presidente della Commissione Giustizia fino al 2018”: “Serve altro per rendersi conto che non si può più attenere per ridare terzietà alla magistratura, rendendola indipendente dalla politica e dalle correnti e attuando l’articolo 111 della Costituzione? Serve votare Sì al referendum“, afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati.

Costa e Gasparri contro uno dei giudici

Va precisato che l’ordinanza dell’Ufficio centrale del referendum della Corte di Cassazione non era composto solo da Guardiano e Ferranti ma da 19 consiglieri più un presidente e un vicepresidente. Ma questo sembra irrilevante. “Dell’Ufficio che ieri ha deciso di cambiare il quesito referendario, fa parte il dottor Alfredo Guardiano. È lo stesso Alfredo Guardiano che il 18 febbraio modererà, con tanto di locandina già pubblicata, il convegno ‘Le ragioni del no: difendere la Costituzione è un impegno di tutte e tutti’, che si terrà a Napoli il 18 febbraio alle 17.30? Questo sarebbe il giudice terzo ed imparziale?”, scrive su X il deputato di Forza Italia Enrico Costa. Sulla stessa linea Maurizio Gasparri: “Guardiano è obiettivo in queste materie quanto io sono finlandese”, attacca il presidente dei senatori azzurri: “Si tratta – aggiunge – dello stesso Alfredo Guardiano del quale contestai affermazioni polemiche contro Berlusconi, il centrodestra e Forza Italia che aveva scritto su delle chat”.

La replica del giudice Guardiano

È lo stesso giudice della Cassazione a replicare alle accuse replicando che “qualsiasi affermazione che sospetti di parzialità me o questa ordinanza è palesemente priva di fondamento e quindi molto grave“. Alfredo Guardiano aggiunge: “Non mi nascondo, sono per il No al referendum. Ma il tema dell’ordinanza affrontato dal mio ufficio non ha alcuna incidenza sul merito della riforma, né sul risultato del referendum e nemmeno sulla data del suo svolgimento. Non siamo minimamente entrati in questo ambito”, spiega. “Costa mi ha additato al mondo come un giudice imparziale e terzo e per un giudice non c’è nulla di più grave. Proprio il Cdm – aggiunge il giudice – ha ribadito che le date del voto sarebbero le stesse e si limiteranno a modificare il quesito riconoscendo la legittimità del nostro operato”.

Le opposizioni

Contro gli attacchi della destra intervengono le opposizioni. Per la deputata del Pd, responsabile giustizia dem, Debora Serracchiani “ancora una volta prevale la linea della prepotenza e della mancanza di rispetto per le istituzioni. Un’altra buona ragione per votare no”, dichiara. Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, definisce “indecente” l’attacco della maggioranza: “Conferma che la destra ha scelto di trasformare il referendum in un continuo scontro politico con la magistratura e con l’opposizione. Questa destra con il decreto sicurezza e gli attacchi alla magistratura sta alzando il livello della tensione e il referendum è solo un obiettivo politico per loro: dobbiamo fermarli con il No”.

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