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Giovanni Franzoni, chi è la nuova stella dello sci azzurro: l’infortunio, la rinascita e la caccia all’oro nel segno dell’amico Franzoso

Due vittorie storiche in due settimane e la dedica all'amico scomparso: l'ascesa di Franzoni, nuovo simbolo dello sci azzurro
Giovanni Franzoni, chi è la nuova stella dello sci azzurro: l’infortunio, la rinascita e la caccia all’oro nel segno dell’amico Franzoso
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Con quel berretto scuro, alto sopra la testa, e i capelli sparati di fuori, sembra uno di quegli sportivi di un’altra epoca, quando le imprese trovavano spazio solo sui giornali, e i campioni erano ragazzi normali. È attraverso questa immagine che nel giro di due settimane – prima Wengen, poi Kitzbühel – lo ha conosciuto chi non aveva minimamente idea di chi fosse. Eppure Giovanni Franzoni, faccia pulita e sorriso sincero, è già entrato nel cuore degli appassionati di sci. Forse anche per via delle lacrime, scese copiose, dopo la prima vittoria della carriera, quando ha guardato il cielo, pensando al suo amico Matteo Franzoso, morto lo scorso settembre durante un allenamento di velocità in Cile.

Franzoni il predestinato

Ma Franzoni è sempre stato un predestinato. Quando si è affacciato al cancelletto di partenza del Circo Bianco, in anni in cui il settore maschile dello sci alpino – salvo significative eccezioni – faticava a rinnovarsi, si diceva: “Oh, finalmente c’è Giovanni Franzoni”. Era l’atleta di punta per il futuro. E non a caso: Franzoni fa parte di quella schiera di agonisti che, da giovani, hanno vinto. E parecchio. Medaglia d’oro in supergigante ai Mondali juniores di Bansko, nel 2021, e argento in gigante; medaglia d’oro sia in discesa libera sia in combinata ai Mondali juniores di Panorama, l’anno successivo, a cui ha aggiunto il bronzo in super-g. E alla fine della stagione 2021-2022, la Coppa Europa.

Nato e cresciuto a Manerba sul Garda, classe 2001, Franzoni ha un fratello gemello, Alessandro, a cui è molto legato. I due hanno cominciato a sciare a tre anni e mezzo a Ponte di Legno, poi a Madonna di Campiglio, quando la famiglia si è trasferita a Carisolo per permettere ai figli di continuare a sciare. I problemi sono iniziati quando Giovanni si è iscritto al liceo a Brescia. La madre andava a prenderlo appena finite le lezioni, lo caricava in macchina – lui in auto mangiava e indossava tutina, scaldamuscoli e windstopper – e lo portava agli allenamenti. Una bella fatica. Così i genitori hanno optato per l’iscrizione al liceo sportivo di Agordo, dove tenere insieme studio e sci era più semplice.

L’infortunio, la consacrazione (e Sinner)

Dopo i primi successi, l’ingresso nelle Fiamme gialle e i trionfi ai Mondali juniores, Franzoni sembra pronto per restare in pianta stabile nel circuito maggiore della Coppa del mondo. Durante l’estate del 2021 il primo stop: si rompe la clavicola a Les Deux Alpes e rientra in gara lo stesso anno. Poi, il 13 gennaio del 2023, arriva Wengen, la gara di superg: è un giorno caldo, la neve è sapone, Franzoni si inclina e scivola fuori dal tracciato. Non sembra nulla di che, ma purtroppo la punta dello sci rimane incastrata nelle reti di protezione. Risultato: strappo del tendine femorale, a cui segue un’operazione chirurgica. Stagione finita. L’anno successivo, però, dà un assaggio del suo potenziale ancora inespresso al piano superiore: un quarto posto a Beaver Creek e due decimi posti a San Valley e Kitz. Tutti in superg.

Alla fine del 2025 il primo vero squillo: terzo nel superg in Valgardena. Poi le due vittorie che lo hanno consacrato nel giro di due settimane: il superg di Wengen e, soprattutto, il trionfo nella discesa libera più iconica (e spaventosa) del Circo Bianco, quella di Kitzbühel, quando ha domato la mitica Streif davanti a decine di migliaia di tifosi, tra cui le leggende Ingemar Stenmark e Franz Klammer. E a proposito di campioni: Franzoni ha rivelato di sentirsi con Jannik Sinner. “Mi ha lasciato il suo numero, è una grandissima persona” ha detto alla Gazzetta dello sport. Sinner, da parte sua, ha ammesso di aver messo la sveglia, durante gli Australian Open, per seguire l’azzurro.

Ancora Kitzbühel nelle parole di Franzoni: “Al cancelletto di partenza avevo in mente Matteo (Franzoso, ndr) perché l’anno scorso condividevamo la stessa camera. Ho pensato subito di dedicargli la gara, perché questa è la gara che tutti vogliono vincere”. Poco dopo la morte del giovane azzurro, ha scritto sui social: “Sappi che d’ora in poi porterò la tua vitalità sempre con me. Ogni mia curva sarà la tua, scieremo insieme in ogni gara portando avanti quel sogno che abbiamo sempre condiviso insieme”. Ora Franzoni è la stella dello sci azzurro al maschile. A Milano-Cortina gli occhi saranno inevitabilmente puntati su di lui. E lui promette di divertirsi e di divertire. Con più di un pensiero rivolto lassù, all’amico tragicamente scomparso.

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