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Referendum, come va la rimonta del No: il sondaggio di Porta a Porta. Il partito di Vannacci stimato all’1,6%

Il 52,5% degli intervistati dichiara di essere pronto a votare Sì alla conferma della riforma costituzione sulla separazione delle carriere dei magistrati, mentre il 47,5% voterebbe No
Referendum, come va la rimonta del No: il sondaggio di Porta a Porta. Il partito di Vannacci stimato all’1,6%
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Anche Only Numbers indica una risalita del No nei sondaggi. Partita aperta per il referendum sulla giustizia (non solo per Ixé) anche secondo l’ultima indagine dell’Istituto di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta. Il 52,5% degli intervistati dichiara di essere pronto a votare Sì alla conferma della riforma costituzione sulla separazione delle carriere dei magistrati, mentre il 47,5% voterebbe No. La scorsa settimana sempre nel programma di Bruno Vespa il sondaggio (dell’Istituto Noto) presentava i Sì al 59% e i No al 41%.

Secondo l’Istituto Only Numbers, il 35,5% degli italiani dichiara che il 22 e il 23 marzo andrà a votare per il referendum confermativo, non andrà il 18,9% mentre gli indecisi sono il 45,6%. Alla domanda sull’introduzione di due distinti consigli superiori della magistratura, si dichiara favorevole il 40,8% degli intervistati contrario il 33,4%, non so il 25,8%. Il sondaggio di una settimana fa dava – sulla stessa domanda – favorevole il 53%, contrario il 24% e indeciso il 23%. Alla domanda sul sorteggio dei magistrati per i due Csm e il sorteggio “temperato” dei laici (da una elenco di candidati selezionato dalla politica) si dichiara favorevole il 39,7% degli intervistati, contrario il 34,3%, e indeciso o non sa il 26%. Il sondaggio Noto del 29 gennaio stimava i Sì per il sorteggio al 55%, i no al 24% e i non so al 21%. Infine alla domanda sull’alta corte disciplinare l’ultima indagine presenta i favorevoli al 43,6%, contrario al 32% e non sa al 24,4%. Una settimana fa i risultati era molto diversi: 55% Sì, 28% No e 17% i non so.

L’Istituto di Alessandra Ghisleri ha sondato per Porta a Porta anche le intenzioni di voto degli italiani per i partiti politici. E nella prima rilevazione dopo il divorzio ufficiale dalla Lega, la lista Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si collocherebbe all’1,6%. Per quanto riguarda le altre forze politiche Fratelli d’Italia cede lo 0,2% rispetto alla rilevazione dello scorso 12 gennaio e si attesta al 29,8%, seguito dal Partito democratico al 23,1% (-0,3%). Il Movimento 5 stelle, invece, è all’11,3%, in crescita dell’1,1%. Forza Italia al 9% , è stabile, mentre la Lega all’8% cala dello 0,5%. Alleanza verdi e sinistra è al 6,4% (-0,1%), Azione è al 3,7% (+0,1%), Italia Viva al 2% cede lo 0,8%(-0,8%). Infine +Europa all’1,8 % cresce dello 0,2%, mentre Noi Moderati è allo 0,8% e cala dello 0,2%. In generale, il centrodestra è al 47,6% mentre il campo progressista (senza Azione) è al 44,6 (+0,1%). Gli astenuti-indecisi si attestano al 45,7% (in calo del 2,6% rispetto all’ultima rilevazione).

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