“Ma dai sta già arrivando, non si riesce a chiacchierare neanche un po’”. A tre giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, l’assessora alla mobilità del comune di Milano Arianna Censi lancia il suo spot per invogliare i turisti a usare i mezzi pubblici. Un video registrato nella stazione di Corvetto dove si vede l’assessora scendere le scale a piedi. Il motivo? Dai tornelli alla banchina, l’ascensore è in ristrutturazione e le scale mobili per scendere non ci sono. E chi ha un passeggino o un trolley pesante deve arrangiarsi. Una situazione grave e paradossale, se si pensa che organizzatori e Comune invitano a usare esclusivamente il trasporto pubblico per recarsi nelle sedi di gara olimpiche, a Rho, Assago e Santa Giulia, tutte zone periferiche che si possono raggiungere velocemente solo con la metro.
I problemi non riguardano solo la metro gialla, quella che porta alla nuova arena di Santa Giulia. Spostandosi sulla linea lilla, in direzione San Siro, proviamo a scendere alla fermata di Portello per raggiungere il principale media center delle Olimpiadi. Appena le porte si aprono, i visitatori possono ammirare sulle pareti le splendide immagini della mostra “Fundamentals”, appena inaugurata, ma le scale mobili sono chiuse, in manutenzione. Torneranno operative il 28 febbraio, sei giorni dopo la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi. Spostandosi sulla linea rossa la situazione non cambia. Anche nelle fermate centrali ci sono diverse scale mobili in manutenzione. Sulla banchina della stazione Duomo soltanto una delle due scale è funzionante. L’altra sarà aggiustata entro il 31 marzo, ovvero dopo la fine delle Olimpiadi e anche delle Paralimpiadi, che dovrebbe fare dell’accessibilità una caratteristica indispensabile.