Scade il trattato sul controllo delle armi nucleari. Cremlino: “Tra poco il mondo sarà in una situazione più pericolosa”
Il trattato scade giovedì 5 febbraio e resta sul tavolo la proposta russa per l’estensione della durata di un anno, anche se Mosca non intraprenderà nessuna iniziativa prima di questa data. Dall’altra parte, però, gli Stati Uniti propongono l’elaborazione di un nuovo accordo. E il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, avverte che tra pochi giorni il mondo potrebbe trovarsi in “una situazione più pericolosa di quella attuale”. Il riferimento è alla scadenza del Trattato per il contenimento degli armamenti strategici New Start, l’ultimo trattato tra Washington e Mosca per la limitazione delle armi strategiche. L’accordo rappresenta l’ultimo trattato attivo sul controllo degli armamenti nucleari in vigore tra Washington e Mosca. “Nel giorno e mezzo rimanente prima della scadenza formale del Nuovo Start, non intraprenderemo alcuna iniziativa o appello formale agli americani. Abbiamo fatto tutto il necessario in precedenza, tempestivamente e con largo anticipo; hanno avuto tutto il tempo necessario per riflettere”, ha dichiarato Ryabkov, citato dall’agenzia Tass. “Anche la mancanza di risposta è una risposta”, ha affermato il vice ministro russo. “Attualmente non ci sono i prerequisiti per riprendere un dialogo sostanziale con gli Stati Uniti sulla stabilità strategica – ha osservato ancora Ryabkov -. Abbiamo bisogno di cambiamenti positivi di vasta portata nell’approccio generale degli Stati Uniti alle relazioni con noi”.
A fine gennaio Peskov aveva sottolineato come “creare un nuovo trattato per la stabilità strategica” fosse “un processo lungo e complesso”, ricordando che “dopo la scadenza del New Start, emergerà una lacuna nel quadro giuridico per la stabilità strategica”. Aveva poi aggiunto che è improbabile che questa mancanza possa rientrare “negli interessi della Russia, degli Stati Uniti o del mondo intero”. Sebbene la Russia abbia formalmente sospeso la propria partecipazione al trattato nel marzo 2023, i limiti imposti dal documento sono rimasti di fatto in vigore, anche se in assenza di meccanismi di verifica.
Che cos’è e cosa prevede il New Start – Si stima che Usa e Russia detengano il 90% degli ordigni nucleari di tutto il mondo. E il New Start, firmato a Praga nel 2010 dagli allora presidenti Barack Obama e Dmitry Medvedev, limita gli armamenti nucleari strategici fissando un tetto di 1.550 testate e 700 missili e bombardieri dispiegati per ciascuno dei due Stati. Entrò in vigore il 5 febbraio 2011 e fu prorogato una prima volta per 5 anni nel febbraio 2016 e una seconda nel febbraio 2021. Il tema è particolarmente delicato trattandosi di armi terribili come quelle atomiche. E la sua scadenza riecheggia mentre persistono le tensioni tra Europa e Mosca, e mentre è ancora in corso l’aggressione militare ordinata da Putin contro l’Ucraina. Il New Start prevede anche ispezioni agli arsenali, ma queste sono state interrotte durante la pandemia di Covid-19, e nel 2023 – nel pieno del conflitto in Ucraina – Putin, pur sostenendo che la Russia avrebbe comunque rispettato i limiti fissati dal trattato, ha sospeso la partecipazione di Mosca all’accordo riaccendendo i timori di una nuova pericolosa corsa agli armamenti. Nel 2019 Trump ritirò invece gli Usa dal Trattato Inf accusando Mosca di violarlo: si tratta dell’accordo che nel 1987 aveva messo fine alla crisi degli euromissili e che proibiva i razzi a media gittata.