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Decreto sicurezza: stretta sui coltelli e scudo penale per gli agenti. Ma il governo prende tempo sul fermo preventivo

Per il fermo di 12 ore per i manifestanti senza l’ok del pm “servono approfondimenti”. Forza Italia frena sulla cauzione per i cortei
Decreto sicurezza: stretta sui coltelli e scudo penale per gli agenti. Ma il governo prende tempo sul fermo preventivo
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Il fermo preventivo? “Se ne è discusso, ma questo è un tema che approfondirà il governo, tenendo conto dei principi giuridici del nostro Paese”. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, risponde così al termine del vertice sulla sicurezza che si è svolto a Palazzo Chigi. Dal governo c’è la volontà ad andare avanti sull’argomento ma al momento va messo in standby. Su due norme, invece, è arrivato l’ok al vertice di maggioranza: stretta sui coltelli ai minori e scudo penale agli agenti sono pronti a entrare nel nuovo pacchetto Sicurezza, un disegno di legge e un decreto-legge firmati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che potrebbero essere approvati già mercoledì in Consiglio dei ministri come reazione alla guerriglia nel capoluogo piemontese.

Il vertice a Palazzo Chigi

La riunione a Palazzo Chigi, presieduta dalla premier Giorgia Meloni, è stata convocata per fare il punto “sui recenti gravi episodi di violenza contro le forze dell’ordine e sui provvedimenti da adottare a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’ordine pubblico”, viene spiegato. Al vertice hanno preso parte i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani (in collegamento da Palermo) e Matteo Salvini, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa) e Carlo Nordio (Giustizia), i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, nonché il capo della Polizia Vittorio Pisani, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro.

Il fermo preventivo

Quello del fermo preventivo non è comunque un argomento chiuso. Lo scopo è consentire alle forze di polizia, senza bisogno di interloquire con la magistratura, di fermare “persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e l’incolumità pubblica”, trattenendole in Questura per mezza giornata: in pratica si tratterebbe di trattenere per 12 ore chi non ha commesso alcun reato, per il semplice sospetto che costituisca un pericolo per l’incolumità pubblica in occasione di manifestazioni di piazza. Una misura che potrebbe essere applicata, ad esempio, nei confronti di chi si presenta in piazza a volto coperto o portando con sé oggetti ritenuti pericolosi.

Salvini insiste: “Arrivare a 48 ore”

La proposta è in queste ore al vaglio anche degli uffici giuridici del Quirinale, che avevano già espresso dubbi di costituzionalità su questa come su altre norme del “pacchetto”. Ma la Lega tira dritto: “Il ministro lo propone per 12 ore, secondo me si può arrivare anche a 48 ore di fermo preventivo”, ha detto domenica Matteo Salvini a chi gli chiedeva se la misura sarebbe entrata nel decreto-legge. Lunedì, intervistato su Rtl 102.5, il vicepremier e leader del Carroccio ha corretto il tiro, ipotizzando trattenimenti di “sole” 24 ore. Nonostante la spinta del Carroccio, però, al momento la norma viene stoppata: “Già oggi, ad esempio, un tifoso che non può andare allo stadio viene chiamato a firmare all’ora della partita per avere la garanzia che in quel momento sia in un commissariato e non allo stadio: non è un fermo, ma sono misure che a volte in Italia ci si dimentica che sono in vigore. L’obiettivo è impedire concentrazioni di persone: lo abbiamo visto a Bologna, a Roma mesi fa, a Torino”, sottolinea Gasparri.

Forza Italia frena sulla cauzione per i cortei

Salvini ha anche rilanciato la proposta di far pagare una cauzione agli organizzatori delle piazze, che però non dovrebbe entrare nel pacchetto. Un’idea, quest’ultima, che non convince Forza Italia: “Il tema è controverso, magari la misura è giusta ma è molto complicata da attuare”, ha spiegato Gasparri, presente alla riunione al posto di Tajani che era in videocollegamento. “C’è il tema della responsabilità oggettiva“, ha spiegato il capogruppo azzurro: “Perché io posso anche essere l’organizzatore ma magari arriva qualcuno che compie atti violenti in piazza quando io sono già andato via”. L’annunciato “scudo penale” a tutela le forze dell’ordine dovrebbe invece essere inserito nel decreto: eviterà l’iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di “evidente” legittima difesa (e varrà quindi anche per i civili, ad esempio a chi spara a un ladro sorpreso in casa).

L’appello di Meloni alle opposizioni

Nella nota diffusa da Palazzo Chigi al termine del vertice viene sottolineato che la presidente del Consiglio e il governo “ribadiscono il pieno sostegno alle forze dell’ordine e, in questa delicata fase – anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein – intendono rivolgere all’opposizione un appello a una stretta collaborazione istituzionale“. “Per questo – si legge nella nota – i capigruppo di maggioranza hanno ricevuto mandato di proporre a quelli di opposizione la presentazione di una risoluzione unitaria in tema di sicurezza, che potrebbe essere votata già questa settimana in occasione delle relazioni del ministro Matteo Piantedosi”.

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