Altro che Made in Italy, “a preparare i pasti delle Olimpiadi a Cortina sarà un catering sloveno”: la denuncia di Edoardo Raspelli
Memore dei lontani Anni Settanta, in cui si dedicava da giovane giornalista alla cronaca nera per il “Corriere d’Informazione”, il gastronomo e scrittore Edoardo Raspelli si è messo con fiuto da segugio sulle tracce di uno dei tanti misteri di Milano Cortina 2026. Il creatore della rubrica stronca-ristoranti contrassegnata da un “faccino nero” si è recato nell’aprile 2025 a Rho, alla Fiera Fuori Milano, dove il provider olimpico On Location aveva pomposamente assicurato che coloro che si fossero affidati alle sue costosissime cure avrebbero beneficiato di 175.000 pasti d’eccellenza curati da un famoso chef e ristoratore piemontese, Carlo Zarri, del San Carlo di Cortemilia, in provincia di Cuneo. Inoltre, in vetrina sarebbero finiti la Valtellina con montagne di Bresaola, Bitto e Casera, il Trentino Alto Adige con lo speck, il Puzzone di Moena, lo yogurt artigianale, le mele… il Veneto con il Prosecco e la Lombardia con il Grana Padano…
“Ad ascoltare quelle promesse, assieme a me, c’erano Joe Bastianich, il conduttore di Sanremo Giovani e youtuber Gianluca Gazzoli, la nuotatrice Federica Pellegrini e la pattinatrice sul ghiaccio Francesca Lollobrigida. – spiega Raspelli – Ma quando il 4 dicembre su Facebook Zarri ha annunciato che quello sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro per i pasti all’insegna del Made in Italy, mi sono insospettito. Dopo di allora, silenzio assoluto”. Così ha cominciato a fare domande in giro, classico repertorio da vecchio cronista. “Ho scritto mail, ho chiesto informazioni, ho telefonato, mandato messaggi, mi sono rivolto all’ufficio stampa di On Location. Mi dirottavano, mi lasciavano al telefono o in attesa di essere richiamato da qualche direttore. Tutto inutile”.
Siccome non è tipo da arrendersi e nell’ambiente ha molti amici, si è rivolto allo chef altoatesino Norbert Niederkofler, con ristorante a Brunico. Poi al Michil Costa della Perla di Corvara in Val Badia. Siccome la cerchia dei gastronomi eletti è ristretta, è venuto a sapere che il Tivoli di Cortina e l’Huberlain di Anterselva (venue del biatlon) si occupano solo del Casa Italia… “Ma chi preparerà gli annunciati 175mila pranzi e cene?” ha continuato a chiedersi, finché ha trovato una risposta parziale ricorrendo all’intelligenza artificiale. Dall’oceano sondato da Chat Gpt è emersa un’indicazione a suo modo eretica, almeno per i puristi della nostra cucina. Il preparatore dei cibi a Cortina sarebbe un catering sloveno. Alla faccia del Made in Italy, dello Spirito Italiano, dell’imprinting nazionalista dato alle Olimpiadi.
Così a Raspelli si sono rizzati i peli della barba. “Nella mia vita non ho mai avuto, né mai avrò, preclusioni di nessun tipo, né sessuale né razziale, ma io sono italiano, amo l’Italia…”. Anzi ha ricordato che il nonno era tenente dei Carabinieri Reali e il padre, “prima di diventare segretario nazionale degli Ospedalieri per la CISL lo era del Sindacato Unico Fascista, anche se in casa sua nascondeva gratis una signora ebrea salvandola dai campi di sterminio nazi fascista”. Epitaffio, con inespressa, ma insita minaccia di rispolverare la penna infilza-chef: “Vedremo un catering straniero, di qualunque Nazione sia (se la notizia viene confermata) che ruolo, che peso darà ai prodotti ed alle ricette del nostro Paese…”.
Alla fine lo scoop è stato confermato e meglio precisato. On Location ha ammesso di essere il provider ufficiale di Milano Cortina 2026, ma questo già lo si sapeva, visto che organizza i pacchetti per spettatori-vip disposti a spendere migliaia di euro per godersi le gare, pranzi d’alta cucina e alloggi alpini da favola. Ha aggiunto di essere il gestore di 16 hospitality venues in tutte le sedi di gara, precisando però che della preparazione dei pranzi in grado di soddisfare i palati d’alta classe ha beneficiato anche la società slovena Jezeršek, che ha il quartier generale al di là del confine italiano, una sede ufficiale a Lubiana e opera con il servizio di catering in tutta Europa.
Garda caso si tratta delle tre venues della località più sofisticata delle Olimpiadi, Cortina d’Ampezzo, per le gare di sci alpino femminile alle Tofane, bob, skeleton e slittino nella nuovissima pista “Eugenio Monti” a Ronco e di curling nel ristrutturato Cortina Curling Olympic Stadium. Tutte le altre sedi saranno servite da imprese squisitamente italiane. E come la mettiamo con il Made in Italy e Made in Veneto per Cortina? On Location assicura che Jezeršek utilizza prodotti locali italiani, impiega chef italiani e personale locale, “come tutti i nostri fornitori di catering durante i Giochi”. Dopo aver impugnato il compasso e misurato le distanze, assicura che gli sloveni sono più vicini a Cortina di quanto non lo sia qualsiasi altra azienda creatrice di alta cucina con sede a Milano.
Peccato che i pacchetti-Hospitality assicurino “menu, bevande e servizi di altissima classe che esalteranno la cultura e la cucina del paese ospitante, grazie a baite e chalet accoglienti, deliziose pietanze italiane preparate dai migliori chef della regione per creare un’esperienza autentica di ospitalità alpina”. D’accordo che la lunghezza dell’Arco Alpino si estende per 1.300 chilometri, ma che necessità c’era di conglobarvi – gastronomicamente parlando – una delle ex repubbliche della Jugoslavia? A Luca Zaia, cantore politico dell’identità veneta, dev’essere venuta l’orticaria.