Il mondo FQ

“Avevamo fatto tutti gli esami, non ho parole per descrivere come mi sento adesso e quanto sia difficile per me”: la frustrazione di Musetti

Lo sfogo del carrarese in conferenza stampa dopo il ritiro contro Djokovic agli Australian Open: "Ho giocato forse una delle migliori partite della mia vita"
“Avevamo fatto tutti gli esami, non ho parole per descrivere come mi sento adesso e quanto sia difficile per me”: la frustrazione di Musetti
Icona dei commenti Commenti

L’infortunio era inaspettato, almeno per Lorenzo Musetti: “Abbiamo fatto tutti gli esami e i test prima di iniziare la stagione per vedere e cercare di prevenire questo tipo di infortuni, e poi dicono che non è venuto fuori nulla, quindi onestamente non ho parole per descrivere come mi sento adesso e quanto sia difficile per me questo infortunio in questo momento”. Parla così il tennista azzurro, in conferenza stampa dopo il ritiro nel match dei quarti di finale delle Australian Open contro Novak Djokovic.

Per gli italiani collegati alle 5.45 del mattino – colpa del fuso orario australiano – a sperare un possibile derby italiano tra Sinner e il carrarese, l’infortunio alla coscia di inizio del secondo set è stato uno shock. Musetti stava dominando la gara e si dirigeva verso un terzo posto nel ranking che avrebbe portato a una storica maggioranza tricolore sul podio. E invece, “c’ho una sfiga ragazzi”, come ha dovuto dichiarare durante il ritiro.

Alle domande dei giornalisti, visibilmente e comprensibilmente deluso, il 23enne ha fatto chiarezza: “L’ho sentito all’inizio del secondo set. Sentivo che c’era qualcosa di strano nella mia gamba destra. Ho continuato a giocare, perché stavo giocando davvero bene, ma sentivo che il dolore aumentava e il problema non si risolveva”. Dopo aver preso il medical time-out, “mi sono seduto e quando ho ricominciato a giocare, sentivo ancora di più e il dolore diventava sempre più forte. Quindi non c’è molto da dire al riguardo”.

Musetti continua: “Non sono un medico, non so se è l’adduttore. Farò tutti gli esami quando tornerò a casa e vi aggiornerò”. Esprime il pensiero di gran parte del suo pubblico, poi, quando dice che “oggi ho giocato forse una delle migliori partite della mia vita, per pesantezza e importanza della partita stessa. Credo di aver davvero messo in grande difficoltà, dal punto di vista del gioco, un giocatore che ha vinto più di tutti nella storia del tennis, e questo è sicuramente qualcosa che mi porterò a casa”. Una lieve consolazione che, però, “forse mi fa ancora più arrabbiare ripensarci, perché non riesco a capacitarmi di come sia arrivato questo infortunio, visto tutto il lavoro che sto facendo per preservarmi e prevenire questa mia fragilità agli infortuni”.

Più che le sue dichiarazioni, a spiegare la partita che stava giocando Lorenzo Musetti basterebbero quelle dell’avversario Novak Djokovic, uno dei migliori tennisti della storia. Il serbo ha riconosciuto la superiorità dell’avversario nel match, affermando che “Musetti era il giocatore migliore in campo” e che, quindi, avrebbe dovuto vincere.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione