Frana a Niscemi, la Procura indaga per disastro colposo. Meloni al vertice in Comune: “Agiremo in modo celere”
La frana a Niscemi continua a preoccupare: “È dinamica, va monitorata perché è attiva“, sottolinea il governatore siciliano Renato Schifani. E mentre nella cittadina in provincia di Caltanissetta arriva la presidente del Consiglio, la Procura di Gela rende noto di avere aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Dopo il sopralluogo di martedì nella zona rossa di Niscemi del procuratore Salvatore Vella, oggi è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti.
Giorgia Meloni è arrivata in Municipio poco prima delle 11 partecipando a una riunione operativa durata circa un’ora per fare il punto della situazione assieme al capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, al sindaco Massimiliano Conti, al prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina e al presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. La premier è arrivata a Niscemi dopo aver sorvolato in elicottero sia la costa di Catania flagellata dal ciclone che la zona colpita dalla frana.
“Quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere” è la rassicurazione fatta dalla premier durante la riunione. Ai tecnici Meloni ha fatto domande specifiche e non appena il governo riceverà la fotografia completa di danni e conseguenze della frana, che ha provocato lo sgombero di oltre 1.500 persone dalle loro case con un fronte di oltre 4 km, saranno assunti dei provvedimenti. “A rendere complesso il quadro è l’impossibilità, finché la frana rimarrà attiva, di identificare con esattezza l’area su cui intervenire e stabilire di conseguenza le modalità di intervento”, sottolinea Palazzo Chigi in una nota. Niente commenti con la stampa da parte della premier. Alle decine di cronisti che hanno tentato di strapparle una dichiarazione Meloni ha replicato dicendo: “Non facciamo piazzate, siamo qui per lavorare”. Successivamente Meloni ha presieduto un vertice operativo a Catania per i danni provocati dal ciclone Harry.
“Abbiamo fatto il punto della situazione dopo la frana di domenica, abbiamo parlato di coloro che hanno perso purtroppo la casa e della viabilità alle scuole. Il premier vuole un crono programma, un timing preciso di questi interventi”, ha detto il sindaco Massimiliano Conti incontrando i giornalisti dopo la visita di Meloni. “Ci potrebbe essere ipotesi del piano casa – ha aggiunto il primo cittadino – Meloni ha voluto sapere il punto della situazione, la descrizione puntuale dell’evento e la necessità di lavorare ad una risposta concreta per questa nostra comunità”.
Alla riunione in municipio ha preso parte anche il deputato di Avs, Angelo Bonelli. “Quello che ho detto alla premier, e quello che le dirò in Parlamento, è che bisogna dare immediatamente una risposta a chi ha perso la casa”, ha dichiarato Bonelli: “L’Italia è il Paese più a rischio frane in tutta Europa: sono 636mila. Ci sono 1.200.000 persone che vivono in aree ad altissimo rischio di frana. Bene, noi non vogliamo che ci siano altre Niscemi in Italia. E quindi – ha concluso il deputato di Avs – da questo punto di vista responsabilità vuole che un governo abbia cura del territorio e cominci a pensare che la vera priorità oggi per la Sicilia e per la Calabria e per tante zone del Paese, non sono i 14 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto“.
Intanto, oltre agli sgomberi, sono tanti i problemi che i cittadini di Niscemi si ritrovano ad affrontare. Centinaia di bambini, ade esempio, sono costretti a stare a casa perché le scuole elementari che frequentano sono state chiuse per la frana. Sono cinque gli istituti che sono stati chiusi perché si trovano nelle zone rosse: Belvedere, Don Bosco, San Giuseppe, Collodi e Pirandello.