Napoli e Palermo unite in un gemellaggio mortale: perché noi medici per l’ambiente denunciamo i biossidi d’azoto
In occasione della presentazione al Gambrinus del libro Sipario siciliano, alla presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’autore Giuseppe Cerasa traccia un parallelo: “Napoli e Palermo sono gemellate nel bene e nel male”. Lo scrittore Maurizio de Giovanni ha pienamente condiviso il concetto: “Ho ritrovato Napoli in ogni pagina, un libro sull’amore verso la propria terra”. Nei giorni scorsi, come Isde – Medici per l’ambiente, abbiamo reso nota la tragedia dei picchi record di inquinamento dell’aria registrati a Napoli e Palermo per il 2025, per cui esiste un terribile e micidiale “gemellaggio” tra le due città, quello del record nazionali di biossidi di azoto, che uccidono tantissimo soprattutto a Napoli.
Sono ormai decine di anni che la città – per assenza di un minimo di decente prevenzione primaria e di dati sanitari, a Bagnoli e a Napoli est Porto, sull’eccezionale inquinamento industriale ancora del tutto irrisolto – registra picchi eccezionali (i peggiori di Italia) di patologie oncologiche ma anche di patologie cardiovascolari e infiammatore acute, conseguenza diretta di questo eccezionale inquinamento che mai chi (mal)governa la città ha neanche tentato di conoscere, se escludiamo lo studio Angir realizzato da noi Medici dell’Ambiente e dal sindaco De Magistris nel 2015.
Non avere elettrificato le banchine del Porto di Napoli per una cifra attorno ai venti milioni di euro, all’epoca del sindaco Bassolino, in base al Progetto Aria di Isde Medici Ambiente significa avere provocato – e nessuno ce lo contesta – i dati peggiori di Italia di inquinamento dell’aria nel 2025, con la terribile ed ignorata conseguenza che registriamo oggi dell’eccesso di morti non evitate: ufficialmente, almeno il 30% in più rispetto a Milano (!), dai 2 ai 4 napoletani uccisi in maniera evitabile ogni giorno!
Clamoroso che questo terribile “gemellaggio mortale” in atto tra Napoli e Palermo per eccesso di biossidi di azoto sia ancora del tutto ignorato dal nostro sindaco! A nostro parere esso è da attribuire innanzitutto ai traghetti Napoli-Palermo che coprono la tratta quotidianamente i cui terribili fumi ci fanno nutrire molto più che semplici dubbi sulla pessima qualità del carburante che alimenta le caldaie diesel di tali navi. Chi deve controllare e rassicurarci o punire? E ogni giorno, non una tantum?
I dati ormai sono chiarissimi e non occasionali. Affinché ne arrivi adeguata conoscenza al sindaco di Napoli, nonché a tutta l’opinione pubblica, mi corre l’obbligo di riportare il mio commento ai nostri dati nel mio ruolo di epidemiologo e farmacoeconomista del Pascale, anticipando che specifica relazione scritta sarà consegnata direttamente nelle mani del Prefetto Michele di Bari nella riunione prevista con noi Medici dell’Ambiente in Prefettura in data 30 gennaio 2026:
Ogni mattina che vengo al lavoro al Pascale vedo file sempre più lunghe e sempre più ammalati gravi che lottano per sopravvivere. I nostri dati, elaborati con intelligenza artificiale sulle ARPA regionali, mostrano per Napoli e Palermo un picco eccezionale non tanto di PM10 o PM2.5, ma di biossidi di azoto, chiaramente legati allo sviluppo del Porto senza adeguata sostenibilità ambientale. L’elettrificazione delle banchine, prevista da oltre vent’anni, non è mai stata realizzata. E ora i costi li paghiamo in salute: abbiamo stimato non meno di 4 morti evitabili al giorno a Napoli.
Elettrificare le banchine del Porto costerebbe 30 milioni di euro: esattamente la metà dei farmaci ad alto costo che il Pascale spende in un anno per curare patologie tumorali causate anche dal biossido di azoto, che incide su ictus, infarti, asma, Parkinson, Alzheimer, autismo. Il dovere dei medici non è solo curare: è impedire che le persone si ammalino, imponendo la Prevenzione Primaria. Serve un Porto sostenibile e un turismo sostenibile. Senza questo, Napoli continuerà ad avere i peggiori dati sanitari d’Italia.
Ci auguriamo che i nostri dati arrivino ai responsabili del governo della città di Napoli, ma non soltanto per ricordare le responsabilità evidenti dei precedenti sindaci, in particolare Bassolino, ma anche e soprattutto per assumersi le proprie oggi dal momento che continuiamo a registrare i peggiori dati sanitari di Italia. Adesso non abbiamo neanche i soldi per curarci!