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Inter in fuga, il derby con il Milan diventa lo snodo scudetto. Napoli-Roma-Juve: l’analisi sulla lotta per la Champions

La 22esima giornata di campionato ha dato le sue sentenze: i nerazzurri hanno in mano il titolo, lo possono perdere solo se si faranno sorprendere dal cortomuso allegriano. La squadra di Conte invece ora deve guardarsi le spalle
Inter in fuga, il derby con il Milan diventa lo snodo scudetto. Napoli-Roma-Juve: l’analisi sulla lotta per la Champions
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L’ultima giornata di campionato di gennaio, la numero 22, ha prodotto l’unanimità dei commenti nei giornali principali: Inter in fuga, grazie anche ai rallentamenti e alle cadute degli avversari. Il concetto sul quale tutti concordano è che la vera vincitrice di questa domenica, in cui c’erano due scontri diretti tra secondo e quinto posto (Juventus-Napoli e RomaMilan), è infatti l’Inter, che si è goduta in poltrona il 3-0 dei torinesi e l’1-1 dell’Olimpico. Morale, nerazzurri a + 5 sul Milan e a +9 sulla coppia Roma-Napoli. La Juventus è a – 10. Tradotto: il titolo è una vicenda milanese e l’Inter può solo perderlo.

“È stata una grande domenica di scontri diretti in vetta alla classifica – l’editoriale della Gazzetta – e, alla fine, la vittoria più pesante l’ha ottenuta l’unica squadra che non ha giocato: l’Inter. Ora ha cinque punti di vantaggio sull’inseguitrice più vicina, il Milan. L’Inter non ha ancora vinto il campionato, ma dopo questa giornata si è capito chi non potrà conquistare lo scudetto: il Napoli si è aggiunto a Juventus e Roma”. “Adesso c’è luce fra l’Inter e le altre – l’opinione del Corriere della Sera -. Cinque punti per scendere fino al Milan, unico realisticamente autorizzato a mantenere qualche ambizione top, altri 4 per calarsi a meno 9 al livello di Roma e Napoli. Il dato forte di questa 22ª giornata è l’uscita del Napoli dal discorso scudetto. È chiaro che a questo punto la contesa per i posti in Champions assume un’importanza centrale. Se diamo per acquisito quello dell’Inter, e probabile quello del Milan, i due che rimangono hanno una nuova candidata nel Como, distante ormai tre soli punti dal quarto posto”. “Il tedoforo Chivu può percorrere i suoi 200 metri olimpici in tuta Armani e in tranquillità – il commento del Corriere dello Sport -. L’unico, piccolo fastidio glielo potrebbero procurare i selfie dei tifosi più intraprendenti e la schiena. Di certo, non il Milan, né il Napoli, che hanno lasciato sul campo due e tre punti”.

Lo scenario del campionato sembra ormai delineato: solo la pazzia storica dell’Inter potrebbe rompere lo schema. È importante ricordare che venerdì sera, al Meazza contro il Pisa, i nerazzurri al 23esimo si sono ritrovati sotto di due gol. Risalita la corrente, hanno spiccato il volo: passare dallo 0-2 al 6-2 non è cosa da poco, ma ci ricorda sempre la capacità dell’Inter di complicarsi la vita. Il primato e la minifuga non posso sorprendere più di tanto. Da quattro anni la squadra nerazzurra ha una base solida di giocatori. Le due finali di Champions (2023 e 2025) hanno regalato delusioni, ma hanno anche permesso di aggiustare il bilancio. Nel 2025, c’è stato il boom dei ricavi – complice il Mondiale per club – con 583 milioni di incassi. Un grande exploit, anche se nell’ultima classifica Deloitte l’Inter è undicesima, tanto per ribadire quanto sia tosta in Europa oggi la concorrenza.

L’Inter ha costruito il suo primato vincendo 17 delle 22 partite a disposizione. Ha perso negli scontri diretti con Milan, Juventus e Napoli, si è lasciata sorprendere alla seconda giornata dall’Udinese e ha pareggiato nel ritorno contro il Napoli. Ha lasciato per strada 14 punti su 66 e ha una differenza reti di +31. Considerato che ospiterà al Meazza Juve, Roma e Atalanta, ha anche un calendario favorevole. Il derby dell’8 marzo sarà quasi sicuramente lo snodo decisivo nel testa a testa con il Milan. In questo duello tutto milanese, l’Inter ha l’aggravante della Champions – gli eventuali playoff sottrarranno ulteriori energie -, mentre i rossoneri, imbattuti in campionato da 21 partite, con questa stagione fuori dalle coppe possono concentrarsi sulla Serie A.

Il cortomuso allegriano ha finora pagato, ma il merito principale è del portiere. Maignan è stato il protagonista numero uno dell’annata milanista: ha portato a casa punti fondamentali per restare sulla scia dell’Inter, anche se dopo l’1-1 dell’Olimpico la schiena nerazzurra è più lontana. Allegri è stato frenato dai pareggi (8), dalla fragilità dell’attacco e dalle lune di Leao: a Roma il portoghese ha offerto un’altra prestazione sbiadita.

Il Napoli è a corto di uomini, ma al netto di eventi traumatici, andrebbe fatta una riflessione più approfondita. Il dato lampante, sebbene a Conte questi discorsi provochino un’irritazione profonda, è che quando l’allenatore leccese gestisce una stagione senza coppe internazionali, come l’anno scorso con il Napoli e come nel 2016-2017 al timone del Chelsea, c’è l’exploit. Il doppio fronte crea puntualmente sempre problemi ed è forse pure questa una ragione dei problemi fisici dei campioni d’Italia. Un conto è spingere sull’acceleratore con una gara settimanale, altra storia quando devi misurarti anche in Europa.

La Roma, tolti i picchi di rendimento dell’Inter, è la squadra dei piani superiori che mostra il calcio più spettacolare. Lo show non si traduce però sempre nei risultati. Gennaio ha messo a disposizione di Gasperini un attaccante “fatto” come Malen – contro il Milan l’olandese ha però sprecato troppo – e altri giovani di prospettiva. Contro il Milan, la Roma ha chiuso con Ghilardi e Wesley (2003), Pisilli (2004), Venturino (2006), Robinio Vaz (2007). Il più “anziano”, Cristante, 31 anni il 3 marzo. Gasp dice che sta lavorando con un’Under 20, ma la certezza è che la Roma è la squadra più fresca e anche quella con i migliori orizzonti tecnici: molto, se non tutto, passerà per la qualificazione alla Champions, competizione dalla quale i giallorossi sono fuori dal 2019.

La Juventus ha cambiato passo con Spalletti: bocciata senza appello la scelta di proseguire con Tudor dopo l’emergenza – esonero di Motta – della scorsa stagione. L’ex ct della nazionale ha puntato su Yildiz – mossa scontata -, ha rivitalizzato Locatelli, ha trovato in McKennie e Thuram due approdi sicuri, sta insistendo su David e ha ritrovato Miretti. L’obiettivo in casa bianconera è la conferma in Champions, poi si vedrà.

In tutto questo, occhio al Como, a – 3 da Roma e Napoli. I numeri dicono che in ballo, per l’Europa più importante, c’è anche la banda di Fabregas, 9 gol rifilati a Lazio e Torino.

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