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“Milano-Cortina, Ghali non esprimerà il suo pensiero sul palco”. Polemica sul ministro Abodi: “Censura preventiva”

Il titolare dello Sport mette le mani avanti sull'esibizione del rapper alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici. Lega: "Un odiatore, fanatico proPal, sul palco. Notizia sconcertante"
“Milano-Cortina, Ghali non esprimerà il suo pensiero sul palco”. Polemica sul ministro Abodi: “Censura preventiva”
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Il pensiero di Ghali sul genocidio di Gaza “non sarà espresso” sul palco della cerimonia di apertura dei giochi olimpici di MilanoCortina. Parola del ministro dello Sport, Andrea Abodi, che in questo modo ha messo le mani avanti sull’esibizione dell’artista italo-tunisino in vista della manifestazione prevista il prossimo 6 febbraio. “Le caratteristiche della cerimonia di apertura sono centrate sul rispetto dello sport. Questo azzera i rischi di libera interpretazione”, ha detto l’esponente del governo di Giorgia Meloni, presentando le iniziative patrocinate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per il Giorno della Memoria.

“Non condividiamo il suo pensiero”

“La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull’indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico”, ha aggiunto, riferendosi alla partecipazione di Ghali all’evento olimpico. Nel 2024, sul palco di Sanremo, il cantautore era finito tra le polemiche per aver detto “stop al genocidio. “Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo e che non sarà espresso su quel palco”, ha detto quindi Abodi.

Lega: “Un odiatore sul palco, sconcertante”

A rincarare la dose ci pensa la Lega: “È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”, affermano fonti del Carroccio che sottolineano “lo sconcerto del partito a tutti i livelli”. “Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi – continuano – è una notizia sconcertante, resa ancora più disgustosa pensando che domani è il Giorno della Memoria”. Contro il rapper anche Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: “È chiaro che spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida” sul “ruolo che deve svolgere. Quindi spero capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento. Sono fiduciosa che capirà cosa è chiamato a fare in quel contesto e in quel momento”.

Le opposizioni: “È censura preventiva”

Gli allert del ministro e della presidente dell’Ucei provocano la reazione dell’opposizione. “Quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista ‘non esprimerà il suo pensiero sul palco’ non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva. Non è una questione di condividere o meno le idee di Ghali, è una questione molto più grave: un governo che pretende di stabilire in anticipo cosa si può dire e cosa no. Dietro il linguaggio di Andrea Abodi c’è solo paura della libertà di espressione. Chi rappresenta quando si esprime in questo modo? L’arte non nasce per essere neutra, addomesticata o innocua, ma per esprimersi liberamente. Chi non è in grado di reggerla è semplicemente perché non regge la democrazia”, dicono gli esponenti del Movimento 5 stelle in commissione Cultura.

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