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“Crediti formativi a chi partecipa”: così l’Ordine degli avvocati di Varese spinge l’evento per il Sì al referendum

Il confronto è presentato come "scevro da contrapposizioni ideologiche": i relatori però sono tutti schierati per la riforma. Critiche dei magistrati nelle chat: "Pessimo gusto"
“Crediti formativi a chi partecipa”: così l’Ordine degli avvocati di Varese spinge l’evento per il Sì al referendum
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Crediti formativi agli avvocati che partecipano all’evento per il Sì. Nella campagna referendaria ognuno usa le armi a propria disposizione, e a Varese l’Ordine degli avvocati ne ha messa in campo una potentissima: riconoscere tre preziosi crediti di aggiornamento professionale – su 15 totali da conquistare nell’anno – per attirare i colleghi a una tavola rotonda sulla riforma Nordio organizzata dalla locale Camera penale (il “sindacato” degli avvocati penalisti), in programma venerdì 30 gennaio nella sala del Consiglio comunale. Più che a un corso di formazione, però, l’iniziativa somiglia a un comizio politico, come evidente dalla locandina aperta dal logo del comitato delle Camere penali per il Sì, con lo slogan “Vota Sì. È giusto!“. Se l’orientamento non fosse chiaro, a esplicitarlo ulteriormente ci pensa la presentazione: “Le ragioni del Sì per il referendum sulla giustizia: perché votare Sì è giusto. Autorevoli relatori illustreranno dal punto di vista della magistratura, dell’accademia e dell’avvocatura penalista il testo della riforma e le ragioni del Sì” alla riforma “come completa attuazione di un principio costituzionale, quello del giusto processo di cui all’articolo 111 della Costituzione, che vede il processo penale fondato su un sistema accusatorio con un giudice terzo e imparziale e un’amministrazione della giustizia ispirata a tali regole”.

La locandina presenta l’evento come “un confronto informato e tecnicamente consapevole, scevro da contrapposizioni ideologiche o politiche e fondato sull’analisi oggettiva degli assetti ordinamentali”. I relatori, però, sono tutti schierati per il Sì, e tra loro ci sono esponenti di primo piano della campagna: il segretario dell’Unione delle Camere penali Rinaldo Romanelli, il costituzionalista e presidente del comitato “Sì Riforma” Nicolò Zanon, il consigliere del Csm in quota Fratelli d’Italia Felice Giuffrè, il procuratore capo di Varese Antonio Gustapane (uno dei pochi magistrati favorevoli alla riforma) e i due avvocati Daniele Ripamonti e Andrea Cavaliere. A moderare l’incontro il direttore della Tgr Rai Roberto Pacchetti, giornalista di area Lega. Insomma, un incontro palesemente schierato in senso politico: nonostante questo, si legge in un angolo della locandina, l’evento è stato “accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Varese con il riconoscimento di n° 3 crediti formativi in materia obbligatoria”. Una scelta inedita criticata nelle chat dai magistrati di tutta Italia. “Anche noi facciamo eventi senza confronto, ma non chiediamo i crediti”, sottolinea un pm, mentre un giudice definisce l’iniziativa di “pessimo gusto”. Di sicuro, però, non c’è il rischio che la sala resti vuota.

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