Il mondo FQ

Referendum, Nordio: “Sulla riforma petulanti litanie. A sinistra c’è chi è d’accordo ma vota No per motivi politici”

Alla Camera il ministro accusa le opposizioni. E sulla polemica con Barbero: "Non l'ho offeso, l'interpretazione eccentrica è normale per gli storici". Approvata la risoluzione delle destre
Referendum, Nordio: “Sulla riforma petulanti litanie. A sinistra c’è chi è d’accordo ma vota No per motivi politici”
Icona dei commenti Commenti

“Una petulante litania davanti alla quale non vi è possibilità di replica”. Carlo Nordio liquida ancora una volta così le critiche alla sua riforma costituzionale, e in particolare quelle secondo cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri metterebbe a rischio l’indipendenza dei magistrati dell’accusa. “Poiché è stato adombrato un po’ da tutti che vi sia una sorta di oltraggio, di vulnus alla Costituzione, che vogliamo mettere il pm sotto il controllo dell’esecutivo, faccio presente che la Costituzione attuale non riconosce al pm le stesse garanzie del giudici: noi eleviamo il pm alla stessa libertà, autonomia e indipendenza del giudice”, sostiene il ministro alla Camera nelle sue comunicazioni annuali sull’amministrazione della giustizia. Una singolare tesi basata sull’articolo 101 della Costituzione, che cita solo “i giudici” come “soggetti soltanto alla legge”, ignorando però l’articolo 104, secondo cui la magistratura nel suo complesso (quindi sia giudici che pm) “costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.

Le proteste in Aula

Il riferimento alla “petulante litania” scatena le proteste delle opposizioni in Aula, con il vicepresidente di turno, Fabio Rampelli di FdI, che interviene contestando al dem Federico Fornaro di voler “limitare il diritto di parola e di pensiero al governo”. Ma Nordio insiste: “Non trovo quale altro aggettivo possa essere usato quando veniamo ripetutamente accusati di voler sottoporre la magistratura al potere esecutivo. Se questa non è una litania petulante, dovrei usare dei termini molto più severi dal punto di vista logico”. La riforma, ripete, “non è contro la magistratura né contro nessuno, prova ne siano le moltissime persone lontane dalla nostra posizione politica che si sono schierate a favore del referendum”. Poi accusa l’opposizione citando un recente intervento del fondatore del Pd Goffredo Bettini: “C’è stata una manifestazione di sincerità da parte di un membro dell’opposizione, il quale ha detto chiaro e tondo che sarebbe stato favorevole alla riforma ma siccome questo è un voto politico voterà contro il governo Meloni”.

“Suicidi in carcere calati dall’anno scorso”

Il ministro fa rumoreggiare l’Aula anche quando parla dei suicidi in carcere: prima li definisce “un fardello di dolore” e “un fallimento dello Stato“, poi però torna a rivendicare come un successo – l’aveva già fatto ad agosto innescando forti polemiche – il fatto che nel 2025 “la percentuale di suicidi” sia “diminuita del 10%”. Si tratta di un dato “sempre intollerabile, però quel trend che era iniziato un paio d’anni fa in modo estremamente preoccupante oggi si è invertito, e questa è una notizia meno cattiva di quella che potevamo temere”, dice Nordio. Poi ripete la sua teoria secondo cui i suicidi non sono legati al sovraffollamento carcerario, che anzi addirittura li eviterebbe: “Lo sappiamo tutti ormai, sono stati fatti molti studi su questo, non è il sovraffollamento che provoca il suicidio. Il suicidio è provocato dalla solitudine, dalla disperazione e dalla incapacità, molto spesso, di affrontare il momento della liberazione”. Infatti, sostiene, “una parte dei suicidi avviene, singolarmente, non quando entri in carcere, ma quando stai per uscire. Ed è su questo che noi stiamo intervenendo, sul lavoro all’interno del carcere e soprattutto sulla possibilità che già stiamo attuando di trovare, di dare un lavoro retribuito e dignitoso al detenuto nel momento stesso in cui esce, in modo da non lasciarlo libero, per così dire, sulla strada”. A rispondergli la deputata Pd Debora Serracchiani: “Ministro, non ci dica che il suicidio in carcere avviene perché la persona ha paura della liberazione e che si evitano i suicidi grazie al sovraffollamento, perché non fa onore alla sua intelligenza ma mi permetta, neppure alla nostra”, attacca.

Il sovraffollamento? “Colpa dei giudici”

Dopo il dibattito, in sede di replica il Guardasigilli torna a parlare di carcere. E sfodera un altro dei suoi cavalli di battaglia: la ricostruzione secondo cui, in ultima analisi, il sovraffollamento è colpa dei giudici che mandano i detenuti in prigione e/o li tengono dentro. “Ripeto ancora una volta, non è né una dichiarazione di guerra, né una critica alla magistratura. Ma se una persona viene incarcerata non è perché lo decide il governo, il Parlamento o il ministro, è perché vi sono le condizioni ritenute necessarie e sufficienti da parte della magistratura. Lo stesso per la liberazione anticipata, è competenza della magistratura di sorveglianza”. Poi nega, con il solito esempio, che le decine di nuovi reati inventati dal governo abbiano aggravato la situazione dei penitenziari: “Faccio presente che il primo provvedimento importante sul quale si è scatenata l’opposizione più sfrenata è stata la legge sul rave party. Sapete quante persone sono state giudicate e condannate in base alla legge sul rave party? Nessuna. Quindi una volta tanto la norma da noi introdotta ha avuto una efficacia preventiva”, afferma, tornando a sostenere che grazie al governo, da qualche anno, non ci siano più i rave “che distruggevano le proprietà” in giro per il Paese.

Ok alla risoluzione del centrodestra

Un’ultima annotazione è dedicata ad Alessandro Barbero, il celebre storico che nei giorni scorsi si è speso con un video per sostenere le ragioni del No al referendum. Nei giorni scorsi Nordio aveva definito la sua posizione “eccentrica. Ora però spiega che non si trattava di un’offesa né di uno scontro: “Non mai avuto l’onore e il piacere né di conversare né di avere un incontro con il professor Barbero. So che di fronte a una sua osservazione sulla separazione delle carriere mi sono limitato a dire soltanto una cosa: che molto spesso gli storici danno delle interpretazioni eccentriche di quelli che sono stati o sono gli eventi. E cita Erodoto, che “credeva negli oracoli”, e il “grande storico inglese Alan John Percival Taylor“, secondo cui “la seconda guerra mondiale non era stata voluta da Hitler ma essenzialmente dovuta all’aggressività delle potenze occidentali”. L’appuntamento a Montecitorio finisce con il via libera (116 sì, 14 no e quattro astenuti) alla risoluzione del centrodestra, con cui il governo si impegna, dopo il referendum, ad approvare definitivamente le leggi sul sequestro degli smartphone e sulla prescrizione; bocciati tutti gli altri testi, tra cui quello del Movimento 5 stelle che chiedeva di “astenersi dal dare seguito a qualsivoglia proposta normativa volta alla eliminazione della obbligatorietà dell’azione penale”, cioè dell’obbligo per i pm di indagare su tutti i reati.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione