“Se il governo usa strumenti piuttosto artificiosi come l’anticipazione del voto rispetto alla prassi e alla Costituzione, vuol dire che timore che l’esito del referendum possa non essere quello che loro auspicano”. A dirlo al fattoquotidiano.it è il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky che martedì sera al teatro Erba di Torino ha partecipato al primo incontro pubblico promosso dal comitato locale “Giusto dire no” insieme al giornalista Massimo Giannini, all’avvocato Fulvio Gianaria e alla coordinatrice del comitato, Flavia Panzano, giudice della Corte d’appello di Torino. Il blitz del governo sulle date del 22 e 23 marzo, secondo Zagrebelsky, avrebbe lo scopo di “impedire il libero confronto delle idee, immaginando che nel libero confronto delle idee le ragioni del no possano rafforzarsi”.
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