
Panchine in crisi: i Blancos ancora non hanno trovato la quadra e hanno deciso di cambiare, mentre a Manchester lo United si affida a Carrick come allenatore a tempo. Sorride Farioli: il Porto lo blinda fino al 2028
Contrordine, compagni. Quando sembrava, a furor di media, che Xabi Alonso avesse salvato la panchina anche dopo la sconfitta (2-3) rimediata a Gedda dal Real Madrid nella finale di Supercoppa contro il Barcellona, ecco la notizia che smentisce tutti: Florentino Perez ha messo alla porta l’allenatore basco, strappato al Bayer Leverkusen la scorsa estate. L’avventura dell’ex centrocampista di Real Sociedad, Liverpool, Real Madrid e Bayern Monaco è durata appena sei mesi.
Chiamato tra squilli di tromba e apologia del madridismo da Perez per il dopo-Ancelotti, Xabi Alonso ha resistito sei mesi, travolto dai risultati altalenanti dopo un buon inizio, dal gioco poco convincente e dai rapporti non buoni con alcune belle gioie del Real. Un nome su tutti: Vinicius. Con il brasiliano c’è stato uno scontro di fronte alle telecamere dopo una sostituzione: della serie, o io, o lui. La formula di questo ennesimo colpo di scena nella Real casa è quella della separazione consensuale, segnale che anche il tecnico voleva mettersi in fretta alle spalle questa storia. Una storiaccia.
Il sostituto, nell’immediato, è un altro ex Real, l’ex difensore Alvaro Arbeloa, 42 anni, da pochi mesi responsabile della squadra riserve, il Castilla, quarto in classifica e quindi in zona playoff. Arbeloa, che giocò 238 partite con la maglia del Real dal 2009 al 2016 e vanta 56 presenze con la Spagna, ha svolto tutta l’attività di tecnico nel settore giovanile del Real, a partire dal 2020. Ha allenato l’Under 14 A nel 2020-2021 vincendo il campionato, l’Under 16 nel 2021-2022 e l’Under 19 dal 2022 al 2025. Come coach dell’Under 19, ha centrato il triplete nella stagione 2022-2023 (campionato, Coppa del Re e Coppa dei Campioni) e nuovamente il campionato nel 2024-2025. Da tempo il suo nome circolava come favorito per succedere a Alonso: dopo i rumors, l’investitura. Il colpo di scena ha chiuso un’altra giornata schizofrenica del pianeta Real.
Le sconfitte fanno sempre male, figurarsi in un club abituato a vincere – e comandare – come il Real Madrid. Se poi il pugile che ti ha rifilato il colpo del ko è il Barcellona, il nemico storico che ha trionfato 3-2 nella finale della Supercoppa di Spagna giocata a Gedda, in Arabia Saudita, il dolore diventa acuto e la medicina per curarlo può essere un rimedio forte: per un allenatore sulla graticola come Xabi Alonso può rappresentare la spinta decisiva verso l’addio.
La prestazione della squadra, che ha lottato fino al triplice fischio contro il Barcellona lasciava intendere una tregua nelle questioni madridiste. Era questo l’umore indicato dai media, compresi quelli storicamente vicini al Real. Impressione sbagliata: al rientro in Spagna, la svolta. Sul prato di Gedda, i giocatori del Real hanno preso malissimo la sconfitta. Incassate infatti le medaglie, non hanno voluto celebrare i vincitori con la guardia d’onore. Sotto ordine di Mbappé, sono rientrati negli spogliatoi. Il presidente del Barcellona, Joao Laporta, perfido, ha commentato: “Mi sorprende che si siano comportati in quel modo. Bisogna essere generosi e rispettosi anche quando si perde, ma capisco che dev’essere stato un periodo davvero duro per loro”.
Laporta ha poi annunciato che Hansi Flick resterà a lungo alla guida dei blaugrana. Il tedesco ha rispettato la fama di vincente: otto finali in carriera e altrettanti successi. In un fine settimana agitato per le panchine dei grandi club europei, il Manchester United, che continua a prendere schiaffi anche dopo l’esonero dell’”integralista” Ruben Amorim, è vicino all’accordo con Michael Carrick per un incarico a interim. I Red Devils hanno già salutato la FA Cup: letale l’1-2 incassato all’Old Trafford con il Brighton, vittorioso grazie allo splendido gol dell’ex Welbeck. Michael Carrick, che ricoprì lo stesso ruolo per tre partite nel 2021 dopo l’esonero di Ole Solskjaer, è un ex molto amato dal popolo United.
Ex centrocampista, tra i simboli dell’era-Ferguson, 44 anni, ha giocato 464 gare in tutte le competizioni con i Red Devils tra il 2006 e il 2018. È senza lavoro da quando è stato licenziato dal Middlesbrough, club di Championship, lo scorso giugno, dopo due anni e mezzo alla guida del Boro. Lo United sta vivendo l’ennesima stagione tormentata. Ha salutato le due coppe nazionali, FA Cup e quella di Lega, al primo turno: non succedeva dal 1981-82. Fuori dall’Europa, è condannato a una stagione di 40 partite, il minimo dal 1914-15.
Il Chelsea, altra big che “movimenta” le prime pagine, ha festeggiato l’esordio di Liam Rosenior con il 5-1 in casa del Charlton nel terzo turno di FA Cup, mentre il Porto ha annunciato il prolungamento del contratto di Francesco Farioli fino al 2028, con una clausola di rescissione da oltre 20 mln. La stagione del tecnico italiano è stata finora un successone: 23 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, 57 gol segnati e 13 incassati in 27 match. Il Porto guida il campionato con 49 punti in 17 partite. Una sola ics, contro il Benfica di Mourinho, prossimo avversario dei Dragoni nei quarti della coppa di Portogallo. Il nuovo accordo, alla presenza del presidente portista André Villas-Boas, è stato siglato in una splendida location: la libreria Lello, una delle più antiche e spettacolari d’Europa.