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Strage di Crans-Montana: “Jacques Moretti ha confermato che l’uscita di emergenza era chiusa a chiave”

Il proprietario de Le Constellation, secondo RTS, lo ha ammesso agli inquirenti. La circostanza può far aggravare la situazione. Ha anche detto di aver sostituito i pannelli fonoassorbenti
Strage di Crans-Montana: “Jacques Moretti ha confermato che l’uscita di emergenza era chiusa a chiave”
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Ha ammesso che la porta di emergenza del seminterrato del bar Le Constellation era bloccata dall’interno e di aver sostituito lui stesso la schiuma fono assorbente che ha preso fuoco. Le indiscrezioni circolate negli scorsi giorni e riferite da alcuni testimoni trovano una clamorosa conferma: a riferire le due circostanze agli inquirenti impegnati nel far luce sulla strage di Crans-Montana, nella quale sono morti 40 giovani, è stato Jacques Moretti, il co-proprietario del locale nel quale si è consumata la tragedia poco dopo la mezzanotte di Capodanno.

A riferirlo è la televisione svizzera Rts, citando fonti confidenziali: Moretti, in carcere da venerdì, lo avrebbe ammesso davanti ai magistrati della procura di Sion durante l’interrogatorio. Il co-titolare, giunto sul posto dopo l’incendio, avrebbe anche affermato di aver sbloccato lui stesso la porta dall’esterno e di aver trovato diversi corpi esanimi ammucchiati davanti ad essa. Insieme alla moglie Jessica Maric, messa ai domiciliari con braccialetto elettronico, Moretti è accusato di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Secondo Rts, le circostanze emerse nell’interrogatorio potrebbero indurre la procura a valutare la contestazione del reato di omicidio per dolo eventuale. Se così fosse, Jacques e Jessica Moretti potrebbero rischiare fino a 20 anni di carcere.

Rts è anche venuta a conoscenza di un altro elemento chiave dell’inchiesta che riguarda la schiuma del soffitto. Sempre nel corso dell’interrogatorio, Jacques Moretti ha dichiarato di aver sostituito personalmente il fonoassorbente dal quale è scaturito il rogo. Ha spiegato di aver rimosso la vecchia schiuma acustica e di averla sostituita con schiuma acquistata presso un negozio di bricolage di Hornbach. Il personale del locale, come emerso negli scorsi giorni, era consapevole dei rischi associati alla schiuma: già durante la notte di San Silvestro del 2019, infatti, un cameriere aveva avvertito i clienti di fare attenzione alla possibilità che si sviluppassero fiamme dall’isolamento acustico del soffitto in caso di contatto con materiale incendiato.

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