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Freddezza e lacrime: Giacomel vince la sprint di Oberhof, poi la dedica all’amico Bakken. “Non ho nulla di cui essere felice oggi”

Il campione azzurro del biathlon trova il terzo successo stagionale e sale al secondo posto in Coppa del Mondo: ottimi segnali in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Dopo il traguardo la commozione per il collega norvegese morto poco prima di Natale
Freddezza e lacrime: Giacomel vince la sprint di Oberhof, poi la dedica all’amico Bakken. “Non ho nulla di cui essere felice oggi”
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Oggi Tommaso Giacomel è una stella del biathlon mondiale. Il 25enne trentino apre il 2026 esattamente come aveva chiuso il 2025, ovvero vincendo: l’azzurro ha conquistato la vittoria nella sprint a Oberhof, salendo peraltro al secondo posto in classifica generale di Coppa del Mondo, a soli 39 punti dal leader norvegese Johan-Olav Smordal Botn. Ottimi segnali, a meno di un mese dalle Olimpiadi di MilanoCortina: ad oggi, proprio Giacomel e Botn sono i due grandi favoriti per le medaglie più preziose. Oltre al dominio sugli sci e alla freddezza al tiro (un solo errore, a terra), nella straordinaria prestazione di Giacomel a Oberhof c’è spazio anche per le lacrime: la commovente dedica all’amico Sivert Bakken, biathleta norvegese morto a 27 anni poco prima di Natale mentre era nella sua stanza d’albergo a Passo Lavazè.

L’azzurro in Germania trionfa per la terza volta in stagione – la quarta in carriera nel giro di dodici mesi – dopo la sprint di Hochfilzen e la mass start di Annecy, ultimo appuntamento dell’anno solare passato. Due successi consecutivi permettono al finanziere di Imer di scrivere una nuova pagina nella storia del biathlon azzurro. Giacomel completa la gara con un solo errore a terra (1-0), legittimando il successo con una solida prestazione sugli sci e con un’ottima sessione di tiro in piedi che gli permette di prendere il largo: arriva al traguardo con un margine di 13″2 sul tedesco Philipp Nawrath (0-1) e 25″2 sul norvegese Johannes Dale Skjevdal (1-0) che completa il podio. Di altissimo livello anche la gara di Lukas Hofer, che è ottavo a 43″5 dal compagno di squadra.

Naturale, sul traguardo, la commozione e la dedica all’amico Sivert Bakken. Il norvegese e Giacomel erano legati da un profondo rapporto di amicizia. L’azzurro infatti era in prima fila nel cuore del team norvegese anche nel corso del minuto di raccoglimento che ha preceduto la sprint di Oberhof. “Credo sia uno dei giorni più controversi della mia vita. Uno dei più tristi ed uno dei più belli a livello sportivo. Vincere una gara di Coppa del Mondo dovrebbe dare tanta gioia, ma non ho nulla di cui essere felice oggi, se non per la mia performance che è stata buona”, ha commentato Giacomel dopo la gara. Poi ha aggiunto: “Ho tante sensazioni nella testa: tristezza e rabbia. E’ difficile spiegare come mi sento, quando viene a mancare qualcuno molto speciale, si stravolge un po’ il quotidiano. Ma bisogna tornare a fare il proprio lavoro nel miglior modo possibile e credo di averlo fatto nei giorni scorsi, anche se è stato difficile“.

“È il mio lavoro, ma non è divertente al momento”, ha sottolineato Giacomel, sempre con il pensiero all’amico Bakken, venuto improvvisamente a mancare poco prima di Natale. “La mia bravura nel fare biathlon oggi mi ha trasportato completamente; prima della gara non avrei puntato nulla su un buon risultato. Ho cercato di mantenere il focus sulla gara il più possibile, di fare le cose semplici e sono riuscite bene, da quel punto di vista sono soddisfatto. Nel giro finale – ha aggiunto – i tecnici mi urlavano che lo stavo facendo per me e anche per Sivert e questo mi ha dato qualcosa in più da dare. Credo che Sivert sarebbe stato orgoglioso di me oggi”, ha spiegato il trentino delle Fiamme Gialle. Giacomel quindi ha concluso: “Ringrazio la mia compagna Elisa e la mia famiglia: avere avuto loro al mio fianco in quei giorni mi ha aiutato molto, hanno saputo distrarre la mia attenzione e sono felice di avere persone come loro al mio fianco”.

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