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Sistema Sorrento, il verbale del giornalista: “Tangenti all’ex sindaco mascherate da fatture fittizie a una coop”

Francesco Di Maio è stato ascoltato dal pm il 23 luglio e ha rivelato dettagli inediti relativi all'inchiesta sulll'ex primo cittadino Coppola
Sistema Sorrento, il verbale del giornalista: “Tangenti all’ex sindaco mascherate da fatture fittizie a una coop”
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Nel ‘Sistema Sorrento’ fanno capolino le fatture false a una cooperativa di servizi di guardiania per mascherare le tangenti a Massimo Coppola. L’ex sindaco è accusato di aver intascato soldi anche da una pratica di superbonus su una struttura pubblica gestita da un Cda di nomina sindacale. Le rivelazioni portano la firma del giornalista-staffista Francesco Di Maio, patron di Agorà: fu assunto da Coppola, ed è Di Maio a dirlo, per garantirgli buona stampa sul settimanale. I due furono arrestati in flagranza di reato, il 20 maggio scorso, mentre ricevevano una mazzetta dall’imprenditore di Prisma Michele De Angelis. Il 20 febbraio comincerà il loro processo.

Di Maio è deciso a vuotare il sacco quando il 23 luglio alle 17.15 si siede davanti al pm di Torre Annunziata Matteo De Micheli. Inizia a collaborare. Nelle molteplici vesti di amico di De Angelis, stretto collaboratore del sindaco, mediatore dei loro rapporti corruttivi, testimone di numerosi incontri tra il sindaco e i dirigenti municipali che firmavano gli appalti sotto inchiesta, e capo di un diffuso settimanale locale, il giornalista è in possesso di segreti e confidenze di primissimo piano che fanno gola alla Procura, provenienti da varie fonti. Tra cui la soffiata ricevuta da M. S., un pregiudicato di Sorrento per abusi edilizi e reati violenti, con diversi processi in corso per diffamazioni a politici e funzionari pubblici, che però si presentava in pubblico come blogger, pubblicista e portavoce di una associazione di legalità. Su questo punto torneremo dopo.

Nel verbale che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere, Di Maio racconta come organizzò e come si svolsero gli incontri riservati tra Coppola e De Angelis affinché l’imprenditore pattuisse le mazzette al sindaco con le quali conservare gli appalti di refezione scolastica. Stando alla ricostruzione del giornalista, Coppola gli indicò la cooperativa La Sorgente “come soggetto giuridico riconducibile a lui… i soci erano suoi fratelli”. Nei rapporti della Finanza, la Sorgente è indicata come una delle coop controllate dall’ingegnere Gennaro Esposito, uno degli arrestati del ‘Sistema Sorrento’, un professionista vicinissimo al sindaco. I finanzieri hanno rintracciato una fattura di Coppola per prestazioni legali pagata attraverso una provvista di ‘Sorgente’ girata a una società di Gennaro Esposito.

Ottenute dal sindaco le rassicurazioni che quei pagamenti sarebbero finiti nelle sue mani, “De Angelis disse che avrebbe simulato di conferire un incarico di guardiania per le molteplici sedi della Prisma alla cooperativa La Sorgente”. Dopo tre bonifici da 1000 euro l’imprenditore avrebbe smesso per la paura che i suoi fiscalisti si accorgessero che Prisma stava retribuendo un lavoro fittizio. E dopo uno screzio sull’individuazione di un commercialista da assumere per finta in Prisma per continuare a girare tangenti ‘fatturate’ – il sindaco avrebbe indicato Vincenzo Sorrentino, anche lui arrestato nel ‘Sistema Sorrento’, che De Angelis avrebbe rifiutato perché da consigliere comunale poteva provocare attacchi e polemiche– l’imprenditore avrebbe chiesto a Di Maio di veicolare a Coppola la proposta di farsi nominare Ad della Fondazione Sorrento. Gli avrebbe così girato cash l’indennità di 1500 euro. Per Di Maio “il sindaco disse che non poteva nominarlo, quell’incarico lo avrebbe dato al candidato sindaco sconfitto in modo da evitare che questi si potesse poi ricandidare”. In effetti andò così, fu nominato Mario Gargiulo.

Ai pm il giornalista ha raccontato anche altro. Secondo quanto confidato a Di Maio dal pregiudicato M. S., che a sua volta sarebbe stato informato da un consigliere comunale, sulla struttura del Santa Maria delle Grazie di Sorrento fu ottenuto il superbonus per lavori edili che in realtà non erano mai stati realizzati e quel denaro fu diviso tra il sindaco, Esposito e una terza persona. Grazie a questo interrogatorio e all’istanza del suo avvocato Alessandro Orsi, Di Maio dopo poche settimane otterrà dal giudice la scarcerazione e i domiciliari fuori regione. Col parere favorevole del pm.

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