“Esami tossicologi e microbiologici negativi”. Dimesso il padre, resta l’enigma dei decessi di Campobasso
Il caso di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara, 15 anni, morte in pochi giorni dopo essere state ricoverate per sospetta intossicazione alimentare a Campobasso, rimane un enigma. Nonostante gli esami negativi sui campioni di alimenti e le analisi svolte dal Centro antiveleni, la causa che ha portato alla tragedia non è ancora chiara. A dieci giorni dal ricovero, il caso resta un mistero, con gli investigatori ancora al lavoro per comprendere cosa possa aver provocato la morte di madre e figlia. Sono “negativi” gli esami tossicologici e microbiologici effettuati allo Spallanzani sul padre e l’altra figlia. Si attende quindi con ansia una risposta dalle autopsie.
Il miglioramento di Gianni Di Vita e le attese per i funerali
Nel frattempo, dopo giorni di ricovero presso l’ospedale Spallanzani di Roma, Gianni Di Vita, il marito e padre delle vittime, è stato dimesso. Le sue condizioni sono migliorate, e i medici dell’ospedale romano, specializzato in malattie infettive, hanno dato il via libera per il suo ritorno a casa in Molise. La sua dimissione segna un passaggio significativo nella vicenda, poiché solo con il suo ritorno sarà possibile fissare i funerali di Antonella e Sara, la cui morte ha sconvolto la piccola comunità di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove si svolgeranno le esequie. Nei prossimi giorni verrà proclamato anche il lutto cittadino per commemorare la tragedia.
Il dolore dei compagni di Sara e le indagini in corso
Mercoledì 7 gennaio è stato un giorno particolarmente difficile per i compagni di scuola di Sara, che ha frequentato il liceo classico ‘Mario Pagano’ di Campobasso. La comunità scolastica ha annunciato che ricorderà la ragazza nei prossimi giorni, ma la sua perdita è già pesante, come testimoniano le parole degli amici e dei docenti che l’hanno conosciuta. Nel frattempo, le indagini per fare luce sulle circostanze che hanno causato la morte di madre e figlia vanno avanti. Gli investigatori stanno cercando di incrociare informazioni provenienti da diverse fonti, tra cui l’esito delle autopsie, gli accertamenti effettuati dal Centro antiveleni, gli esami sugli alimenti e i test negativi eseguiti all’ospedale Spallanzani di Roma. Un ruolo importante nella risoluzione del caso potrebbe spettare anche a Gianni Di Vita, che, essendo l’unico sopravvissuto, potrebbe fornire dettagli cruciali per le indagini. Nelle prossime ore, il padre delle vittime potrebbe essere sentito dalla Squadra Mobile per un ulteriore contributo alla ricostruzione della tragedia.
I dubbi sulla causa della morte
Nonostante le analisi, che non hanno rivelato contaminazioni negli alimenti consumati dalla famiglia, restano aperti diversi interrogativi sulla causa della morte. I medici avevano inizialmente ipotizzato che l’intossicazione fosse la causa, ma nessuna prova concreta è emersa per confermare tale teoria. L’assenza di segni tipici di avvelenamento o di contaminazioni alimentari ha aggiunto confusione a un caso già drammaticamente complesso. È possibile che ci siano fattori esterni, o ancora sconosciuti, che abbiano giocato un ruolo nella tragedia, ma al momento non ci sono risposte.