Società

Buone feste diventa ‘Season’s greetings’. Che bisogno c’è di questa scristianizzazione dell’università?

Da qualche settimana all’ingresso dell’Università Bocconi campeggia una sobria luminaria

di Filippo Vuocolo

Da qualche settimana all’ingresso dell’Università Bocconi campeggia una sobria luminaria, composta per formare il messaggio “Season’s Greetings”. Traduzione letterale in italiano: “Auguri di Stagione”. Ho immaginato si riferisse ad una festività a me sconosciuta, magari ad un rituale neopagano di origine celtica tutt’oggi celebrato alla foce del Po dagli irriducibili dell’indipendentismo padano, esasperati dall’invasione di noi meridionali nel Settentrione.

Soltanto il consulto con dei colleghi bergamaschi – ben più addentro di me alle radici del leghismo – mi ha portato a scartare questa ipotesi. Si trattava, più banalmente, di un augurio natalizio, ripulito con scrupolo certosino da ogni pericoloso sostrato cristiano.

Sarebbe bastato un democristiano “Happy Holidays” (“Buone Feste”) per conciliare una forse eccessiva spinta laicista con il buon senso, spegnendo ogni polemica nell’ambiguità. Ma ai piani alti di via Roentgen si è deciso di uniformare la Bocconi agli standard delle università anglosassoni anche dove non ce ne sarebbe stato bisogno. Quindi via con la scristianizzazione dell’università e la censura del Natale. Peccato se poi al centro del campus – tra i due edifici principali degli studenti – la presenza di una chiesa metta in ridicolo questa operazione woke all’italiana.

L’opera di bonifica semantica del Natale prosegue sui canali social dell’ateneo, con un video in cui due ragazze si aggirano nel campus chiedendo agli studenti il loro film preferito delle “Winter Holidays”(“Vacanze Invernali”), premurandosi di censurare ogni riferimento esplicito alla nuova parola con la N. La risposta più gettonata è il Grinch.

Forse perché i bocconiani sperano che anche il Rettore, come il peloso mostro verde, abbandoni i suoi propositi di distruzione del Natale. Del resto, se la “peste” woke avesse già contagiato noi studenti, qualcuno avrebbe accusato l’università di discriminazione nei confronti dei popoli dell’emisfero australe, per cui le vacanze d’inverno sono in realtà vacanze d’estate. O peggio ancora, si sarebbero organizzati convegni per discutere dei retaggi patriarcali che spingono la società occidentale a celebrare queste festività in Inverno – rappresentato antropomorficamente come un uomo – e ad ignorare l’Estate-donna.

A questo punto potrei avventurarmi in considerazioni filosofiche sull’ideologia woke, analizzare le dinamiche del senso di colpa e dell’ipersensibilità del mondo occidentale. Eviterò. Anche perché, durante le Feste d’Inverno, nessuno merita di sorbirsi discorsi così tediosamente moralistici.

E poi perché, quando si imbocca quella strada, c’è sempre qualcuno più puro di noi, davanti al quale si finisce inevitabilmente in difetto. Così accade che il Rettore finisca per farsi impartire lezioni di morale cristiana da chi, la notte di Natale, ha disertato la messa per contribuire all’audience di Una poltrona per due.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!